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Il convegno

Separazione delle carriere: "Ecco perché diciamo sì"

"Autonomia e indipendenza sono fondamentali"

Separazione delle carriere: "Ecco perché diciamo sì"

Divisiva, articolata e complessa da snocciolare, soprattutto per chi non abita frequentemente il campo giuridico. La riforma costituzionale proposta dal referendum su cui la cittadinanza è chiamata ad esprimersi i prossimi 22 e 23 Marzo non è sintetizzabile o spiegabile in poche parole ma il punto, l’obiettivo, almeno per i sostenitori del Sì che ieri pomeriggio hanno riempito il Circolo Cittadino con un seminario di approfondimento, è chiaro e diretto: serve a garantire che il magistrato che giudica sia autonomo ed indipendente dal magistrato che accusa. Un postulato, più che un assunto, dato il rigore argomentativo con cui gli ospiti presentati dall’Associazione Provincia Democratica in collaborazione con AIGA e con il Circolo Alcide De Gasperi, hanno trattato il tema della separazione delle carriere, dei due Consigli Superiori della Magistratura e della Corte Disciplinare. Analiticamente, senza l’ipocrisia e la superficialità di trasformare in uno scontro politico di carattere meramente ideologico quella che costituisce un’opportunità, per tutti i cittadini e le cittadine, di far valere i propri diritti. E se anche si volesse parlare di coerenza, la corrente riformista che l’Associazione Provincia Democratica incarna, pare avere tutte le carte in regola per ribadire, pure con un certo orgoglio, che «già nel 2022 il Partito Democratico era l’unico a prevedere esplicitamente l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare» come ha infatti ricordato Stefano Ceccanti, Ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università Sapienza di Roma.

Uno dei tanti casi in cui la ricostruzione genealogica della riforma sottoposta all’attenzione gioca a favore della posizione corroborata dai relatori. Una comunione d’intenti quanto metodologica quella di Claudio Moscardelli, che ha tracciato la cronistoria evolutiva del «procedimento riformatore portato avanti dal centrosinistra: da Vassalli, al 1999 con l’approvazione della modifica dell’art.111», e di Vincenzo Saveriano, Sostituto procuratore generale Corte di appello Roma, che ha scelto di rimettersi alle parole di Giovanni Falcone per ribadire come «due ordini disciplinari diversi nelle competenze e nella carriera siano strutturalmente differenziali». A chiudere l’incontro l’intervento di Giovanni Lauretti, Presidente Ordine degli avvocati Latina. Di dubbi non sembrano esserci, l’articolo 104, perlomeno secondo i sostenitori del Sì, non ne lascia: la agistratura è autonoma.

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