Stanare Claudio Fazzone e Forza Italia e capire così chi sta bluffando in questo strano gioco del cerino in corso nel Centrodestra pontino. Sembra questo il fine della mossa attuata nelle scorse ore dal senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini. Il coordinatore provinciale del partito chiede ufficialmente a Forza Italia di posizionarsi. La scorsa settimana è stata infatti decisiva per ricomporre l'unità del Centrodestra in vista delle comunali di settembre a Terracina e Fondi. Una lunga e cordiale telefonata tra Francesco Zicchieri della Lega e Nicola Procaccini di Fratelli d'Italia ha avviato un dialogo tra i due partiti. Ora il senatore Calandrini prova a ritagliarsi il ruolo di mediatore in questa singolare vicenda e chiede al coordinatore regionale di Forza Italia di uscire allo scoperto.


Calandrini dice di aver "apprezzato la disponibilità dei vertici della Lega a convergere su Roberta Tintari, candidata a Terracina per FDI e Cambiamo con Toti, oltre che per alcune liste civiche espressione dell'attuale amministrazione cittadina. Si tratta di un'apertura importante che testimonia la volontà della Lega di superare certi pregiudizi nei confronti di una candidata assai credibile sul piano personale, prima che politico".


Ora bisogna fare altrettanto a Fondi. "E' necessario che anche Forza Italia prenda una posizione. Questo affinché le forze del centrodestra possano ritrovare una definitiva unità. E' mio auspicio che ciò possa avvenire anche per le elezioni amministrative di Fondi. Ritengo si tratti di passaggi essenziali che devono vedere impegnati noi di Fratelli d'Italia, insieme agli amici della Lega e di Forza Italia. Impegnati a realizzare una sintesi coerente e costruttiva. Questo se davvero vogliamo fornire risposte unitarie alle istanze dei cittadini. Istanze di essere guidati da amministrazioni competenti, responsabili e attenti alle esigenze della collettività».


Insomma, ora tocca a Fazzone. E' comunque evidente che nel Centrodestra si sono accorti che il doppio voto da separati in casa a Fondi e Terracina non era proprio una sortita intelligente, in vista delle comunali del prossimo anno, che saranno strategiche per l'intera coalizione. Si vota nel capoluogo di Regione e in quello della provincia e arrivarci con gli strascichi di uno scontro fratricida in due città medio grandi non è proprio un bel biglietto da visita. L'accordo ancora non c'è, ma rispetto a dieci giorni fa, sembrano passati anni luce.