«Io alle primarie? Non se ne parla». E' stata più o meno questa la risposta del sindaco Damiano Coletta alla delegazione del Partito democratico che lo ha incontrato venerdì scorso per verificare la possibilità di andare alle amministrative del prossimo anno con uno schieramento democratico compatto e unito attorno ad un solo candidato. Il passaggio si è reso necessario dopo l'apertura del segretario regionale del Pd, Bruno Astorre, che in una intervista rilasciata a Latina Oggi aveva sottolineato l'opportunità di coinvolgere il sindaco di Latina nel progetto del cosiddetto campo largo democratico, ritenuto l'unico strumento elettorale in grado di contrastare l'egemonia dei moderati sul territorio pontino. Astorre aveva anche specificato che sarebbe stato legittimo riconoscere al sindaco uscente il diritto a ricandidarsi, ma questo sarebbe dovuto avvenire nel rispetto delle regole interne del Partito democratico, e cioè passando attraverso il test delle primarie.

Sulla base di questi presupposti il nuovo segretario comunale del Pd di Latina, Franca Rieti, ha chiesto e ottenuto insieme ai consiglieri Nicoletta Zuliani e Enrico Forte un incontro con Coletta. Sembra che la Rieti sia stata molto diretta con il primo cittadino, e senza perdersi in troppi preamboli abbia esordito chiedendo a Coletta se voleva essere della partita dem per le prossime elezioni amministrative, anche in veste di candidato sindaco, ma a condizione di affrontare le primarie insieme a tutte le forze democratiche della città. La risposta del primo cittadino sarebbe stata altrettanto diretta: «Non esiste che io partecipi alle primarie. Sono un sindaco uscente e quindi ho diritto alla candidatura senza dovermi sottoporre alle primarie». Un discorso che non fa una piega in casa di Latina bene comune, il gruppo di riferimento di Coletta, ma che non ha molto senso in un contesto esteso ad altre forze politiche. E infatti, Damiano Coletta ha anche spiegato alla delegazione dem che se scioglierà la riserva sull'invito di Lbc a ripresentarsi per un secondo mandato, si ricandiderà.

A Franca Rieti e ai suoi due accompagnatori non è rimasto che congedarsi e dire definitivamente addio all'ipotesi di dare corso al progetto di mettere insieme tutte le anime del centrosinistra cittadino per giocare la partita elettorale senza complessi di inferiorità verso il centrodestra. E dunque, salvo ripensamenti dell'ultima ora da una parte o dall'altra, il cosiddetto campo largo della sinistra ha già assunto la fisionomia del campo dimezzato, perché è fuori discussione che una parte del centrosinistra di Latina seguirà Coletta nel suo tentativo di bissare il risultato del 2016.