Onorevole Durigon, ce l'avete o no un candidato sindaco per Latina?
«Per la verità ne abbiano più d'uno, ma abbiamo l'obbligo di scegliere il migliore, cioè il più adatto per questa particolare fase politica. Non possiamo sbagliare, il centrodestra deve portare a casa il risultato e lo farà».

Lei parla bene, ma l'umore dell'elettorato moderato non è alle stelle e la percezione che questo ritardo trasferisce ai cittadini è che dentro il centrodestra si stia litigando da mesi senza riuscire a trovare un punto di congiunzione.
«Non è così. L'idea che il centrodestra sia diviso sulla scelta del candidato è una questione tirata fuori da voi giornalisti che ogni giorno dovete aggiungere qualcosa a quello che avete scritto il giorno prima. E' una narrazione contro la quale siamo disarmati. Noi del centrodestra, intendo Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, siamo tutti consapevoli dell'importanza della partita che stiamo per affrontare e se stiamo prendendo tempo è soltanto perché le opzioni in campo sono tutte percorribili, ma è ovvio che dobbiamo convergere su un solo nome».

Onorevole, continuiamo a girarci intorno: sapevamo che la partenità della candidatura spettava alla Lega, dunque l'elettorato si aspetta una proposta della Lega e la risposta degli altri due partiti alleati. Se è così, quale è il nome del vostro candidato?
«Lo saprete molto presto, e ve lo diremo tutti insieme, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia».

Questo è un modo per prendere altro tempo.
«Allora le dico che per noi della Lega, se dobbiamo ragionare in termini di candidature al di fuori dei partiti, è spendibile il nome di Giovanna Miele, che è una persona preparata, conosce la macchina amministrativa ed è pronta a mettersi in gioco; è spendibile il nome di Vincenzo Zaccheo, che è stato sindaco per due consiliature, è stato consigliere regionale ed anche parlamentare alla Camera dei Deputati. E' spendibile il nome di diversi professionisti che ci hanno imposto un vincolo di riservatezza e che hanno dato la loro disponibilità a condizione che a volerli sia tutto il centrodestra. Basta questo per far capire all'esterno che la scelta si gioca sul filo sottile della distinzione tra ciò che può essere considerato un candidato estraneo alla politica, un cosiddetto civico, e un candidato che sia invece espressione di uno dei partiti che compongono la coalizione. Dunque dobbiamo decidere, tutti insieme, se orientarci verso la scelta di un civico oppure no».

E che aspettate a prendere questa decisione?
«Sapete quante anime ci sono in ciascuno dei partiti che costituiscono la coalizione di centrodestra? La dialettica interna ci impone di rispettare tutte le voci dei nostri rappresentanti e non bisogna credere che all'interno delle nostre formazioni politiche ci siano dei padri padroni che prendono le decisioni importanti passando sulle teste degli altri. E' giusto discutere, ragionare, a volte battere i pugni sul tavolo, ma la regola è quella della condivisione delle scelte. E se questo è quello che accade all'interno di ogni partito, consideri che qui ce ne sono tre da mettere d'accordo dopo aver risolto ciascuno le questioni in casa propria».

Ma vi dovevate alleare per forza? E perché quelle che lei chiama questioni interne non le avete affrontate e risolte per tempo? Qui tra un paio di mesi si va a votare.
«Gliel'ho detto prima, ci alleiamo, senza se e senza ma, perché siamo tutti convinti che dobbiamo essere noi ad eleggere il prossimo sindaco di Latina. E le dirò di più: avremo un candidato che saprà portare con noi anche altri gruppi che per il momento sembrano essere estranei alla partita del centrodestra. Perché il centrodestra non dovrebbe avere dalla propria parte una persona come Annalisa Muzio, oppure uno come Antonio Bottoni?»

Quanto c'entra la disavventura giudiziaria di Matteo Adinolfi con quest'ulteriore scampolo di ritardo nella presentazione del candidato di centrodestra?
«Assolutamente niente. Adinolfi ha già preso le distanze da questa vicenda e affronterà al meglio la sua posizione nel procedimento che lo vede coinvolto».

Torniamo al candidato sindaco del centrodestra che non arriva mai. Avete almeno una data oltre la quale non si può andare?
«No, non ce l'abbiamo. Almeno su questo siamo puntuali, anche se posso dire che entro la prossima settimana dovremo chiudere su questa scelta, soprattutto perché non è escluso si possa andare verso un'anticipazione a fine settembre della data delle amministrative».

Quindi sarà certamente un candidato civico esterno ai partiti della coalizione?
«Su questo, come le ho già detto, stiamo cercando la rifinitura, ma è bene si sappia che qualora non se ne dovesse fare nulla, anche all'interno della Lega ci sono figure politiche che potrebbero indossare a buon diritto la casacca del candidato sindaco».

Dunque abbiamo qualche nome politico in casa?
«Beh, non avrei riserve a fare i nomi di Massimiliano Carnevale o di Vincenzo Valletta, ad esempio».

Cos'è questa, una minaccia all'indirizzo dei partiti della coalizione?
«No, è soltanto la risposta a una domanda che lei mi ha fatto adesso».

Ed è anche l'ultima, perché tanto il nome del candidato non salta fuori.