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Il caso

"Divieto di bici in centro, Galardo: un arretramento culturale"

Divide la proposta emersa in commissione Trasporti

"Divieto di bici in centro, Galardo: un arretramento culturale"

Per ridurre il rischio di incidenti tra pedoni, biciclette e monopattini, l’amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di vietare il transito di bici e monopattini nell’isola pedonale del centro storico. Si tratterebbe di un progetto sperimentale, illustrato giovedì in commissione Trasporti, presieduta da Federica Censi, dall’assessore Gianluca Di Cocco.La proposta ha però già acceso il dibattito politico. A esprimere una netta contrarietà è il capogruppo di Noi Moderati, Maurizio Galardo, che parla di una scelta «incresciosa» e dagli «aspetti molto singolari. Nel mirino c’è in particolare il divieto di accesso alle biciclette nel tratto di corso della Repubblica. «Lo dico consapevolmente facendo parte della maggioranza - spiega Galardo - perché mi sembra un arretramento culturale, sociale e storico della nostra città  a chiara vocazione ciclabile. L’isola pedonale è già oggi uno spazio con molte criticità di fruizione e impedire il transito delle biciclette, o costringere a portarle a mano, rischia di ridurne ulteriormente la frequentazione. Le biciclette hanno sempre attraversato la città e non risultano gravi incidenti. Anzi, più lo spazio è affollato, più chi pedala è naturalmente portato ad andare piano. Diverso, invece, il discorso per biciclette elettriche e monopattini. Su questi mezzi Galardo apre a una discussione: «Chi entra nell’isola pedonale con una bici a pedalata assistita spesso non lo fa per passeggiare, ma per accorciare il percorso. Su questo si può ragionare e porre delle limitazioni». Ma il divieto totale alle biciclette tradizionali viene giudicato inaccettabile: «Non può nemmeno essere preso in considerazione». Il capogruppo annuncia che il confronto proseguirà nelle prossime commissioni, anche all’interno della stessa maggioranza, parlando di un vero e proprio «grido d’allarme». Una posizione che richiama anche le scelte future sulla mobilità urbana: «Siamo in attesa dell’istituzione della zona 30 all’interno della prima circonvallazione, dove le biciclette potranno circolare accanto alle auto senza particolari limitazioni. A maggior ragione – conclude – non si capisce perché vietarle proprio in un’isola pedonale, che dovrebbe rappresentare il cuore di una mobilità più sostenibile». 

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