Coraggio. Una parola che usa l’assessore all’urbanistica Annalisa Muzio e sintetizza l’operazione di ieri in consiglio comunale: prendere in mano una vicenda ventennale, tra degrado urbano, mancata sicurezza e procedure farraginose e dare una svolta, trasformando un’area dismessa in un nuovo quartiere integrato, capace di offrire servizi, qualità urbana e risposte concrete alle famiglie. In questo modo il vecchio Piano di Zona Svar si trasforma nel Piano di zona Olim Palus 2032, un nome modificato come da emendamento presentato dal consigliere Giuseppe Coluzzi, che si configura come un progetto pensato per coniugare risposte al fabbisogno abitativo e qualità della vita. La proposta di deliberazione di adozione del Piano è stata approvata ieri in aula a maggioranza, con il voto favorevole di Daniela Fiore del Gruppo Misto e l’astensione di Lbc, mentre il Movimento 5 Stelle ha abbandonato l’aula e il Partito Democratico non ha partecipato al voto, scegliendo di defilarsi, non è la prima volta. «Questa amministrazione si intesta con coraggio una vicenda trascinata per anni – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio –. L’obiettivo è a portata di mano: ricucire una città che merita la massima attenzione».
I numeri del progettoIl progetto ridisegna l’intero comparto come un vero e proprio nuovo quartiere: 26 mila metri quadrati di superficie, una volumetria complessiva di 72.460 metri cubi, di cui 55.900 destinati all’edilizia residenziale pubblica. Sono previsti 12 lotti, 170 alloggi ERP, spazi pubblici, una piazza sopraelevata su via Romagnoli, una piastra commerciale e una nuova rete viaria che collegherà via Romagnoli con via Po e via Vespucci, organizzata attorno a una rotatoria centrale con nuove aree di sosta. Nel suo intervento, Muzio ha ripercorso l’iter: l’assegnazione dei lotti, le interlocuzioni con gli operatori, fino alla costituzione nel 2025 di un tavolo tecnico. «In un anno e mezzo abbiamo studiato vent’anni di atti – ha spiegato – affrontando un contenzioso importante e chiarendo definitivamente il quadro delle proprietà dopo l’esproprio e l’acquisizione definitiva inserite al patrimonio indisponibile delle aree da parte del Comune. Oggi facciamo nuova pianificazione sui territori del Comune». Critico l’intervento del consigliere Dario Bellini, che ha puntato l’attenzione sulla bonifica ambientale dell’area. «Senza la questione della bonifica il progetto sarebbe potuto andare avanti – ha affermato –. La bonifica si è conclusa l’11 novembre 2024: da allora a oggi cosa è stato fatto? E perché arriviamo a questo provvedimento in urgenza?». Una urgenza contestata anche da Maria Grazia Ciolfi del M5S. Bellini ha inoltre contestato i tempi della consultazione pubblica e delle commissioni, giudicati troppo ravvicinati rispetto all’importanza dell’atto. A replicare il presidente della commissione urbanistica Roberto Belvisi, che ha sottolineato come la delibera ricostruisca in modo puntuale vent’anni di vicende. «Nel 2024 – ha spiegato – abbiamo verificato con la Regione la possibilità di recuperare i fondi del bando 2003 poi rifinanziati. Da lì è ripartito il percorso con le cooperative. Oggi si rinnova formalmente l’interesse pubblico su un’area che è costata circa 11 milioni di euro: risorse pubbliche destinate a edilizia agevolata e convenzionata, con terreni venduti a prezzo calmierato». Il consigliere Alessandro Porzi ha infine richiamato il tema della sicurezza e del disagio vissuto per anni dai residenti e dalle famiglie delle scuole vicine. «Oggi siamo chiamati a votare non solo un piano di zona, ma un’idea di città. Con la bonifica completata, l’ex Svar può trasformarsi da simbolo di degrado e ferita urbana in un’opportunità di riscatto sociale e ambientale. Oggi dimostriamo che la politica di questa città sa governare il territorio e immaginare il futuro». La consigliera del Gruppo Misto Daniela Fiore ha spiegato il voto favorevole al nuovo Piano come causato dal riconoscimento del lavoro tecnico e della coerenza del Piano con gli strumenti urbanistici vigenti, ma anche dalle richieste di attenzione politica e responsabilità nella fase attuativa. Un voto favorevole, dunque, definito «responsabile e non a scatola chiusa», che riconosce il valore del Piano ma richiama l’amministrazione a vigilanza, controllo e visione sul futuro della città.
L’altro punto approvatoIl Consiglio comunale ha approvato a maggioranza anche l’aggiornamento sullo stato di attuazione del PEEP con la ridefinizione del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica (ERP) per il periodo 2025-2035. La delibera, illustrata dalla dirigente del SUE Patrizia Marchetto fotografava le criticità storiche del PEEP, avviato nel 1970 e scaduto nel 1988, la cui attuazione si è fermata nel tempo a circa il 50% delle previsioni originarie, soprattutto per le difficoltà nel reperimento delle aree. La delibera prende atto della relazione tecnica aggiornata a gennaio 2026 e conferma il criterio che destina il 70% del fabbisogno complessivo all’ERP. Per il decennio 2025-2035 al netto degli interventi già programmati, resta un fabbisogno residuo di 17.086 abitanti, che richiederà l’individuazione di circa 171 ettari di nuove aree.