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L'analisi

Strada senza uscita per Abc: sopravvive, ma non riparte

Nuovo incontro a vuoto. Bilanci al minimo per tenerla in vita, ma senza migliorare la pulizia. manca il coraggio di decidere

Strada senza uscita per Abc: sopravvive, ma non riparte

Il sindaco di Latina, Matilde Celentano

Continua ad apparire come una strada senza uscita il percorso dell’azienda speciale Abc sotto l’amministrazione guidata dalla sindaca Matilde Celentano. Nessuna svolta è arrivata dall’incontro interlocutorio che si è tenuto ieri tra i tecnici comunali, il settore Ambiente e la parte politica rappresentata dall’assessore Franco Addonizio, alla presenza della segretaria generale. Un confronto che, dalle indiscrezioni che emergono, invece di sciogliere i nodi, ha confermato uno stallo profondo sul futuro dell’azienda e sul servizio di igiene urbana in città. Sul piano politico, la tensione resta altissima all’interno della stessa maggioranza. Dopo il duro affondo di Noi Moderati, che ha accusato l’amministrazione e la sindaca Celentano di aver di fatto delegato ogni decisione strategica ai tecnici, svuotando il ruolo della politica, il quadro appare sempre più frammentato. Nel mirino del partito, che esprime l’assessore all’Ambiente, restano la modifica dell’articolo 8 del contratto di servizio, definita uno “scempio amministrativo”, e la scelta di ridimensionare il bilancio di previsione di Abc, con l’effetto concreto di bloccare il potenziamento dei servizi e gli interventi straordinari di pulizia.


Il nodo dei bilanci: far sopravvivere Abc, ma a quale prezzo

Anche nell’incontro di giovedì 29 gennaio il tema centrale è stato quello dei bilanci. L’orientamento che sembra si stia delineando è quello di approvare bilanci “al minimo” per il triennio 2026–2027–2028, una soluzione tecnica pensata per garantire la sopravvivenza formale dell’azienda in attesa del nuovo progetto industriale.  Il punto politico, però, è un altro: approvare un bilancio ridotto significa assumersi la responsabilità di dire chiaramente alla città che quel bilancio non migliorerà la pulizia, ma manterrà l’attuale livello di servizio. Una scelta di mera resistenza, necessaria per tenere in vita Abc, ma insufficiente a rispondere alle aspettative dei cittadini. A complicare ulteriormente il quadro nuovi aspetti tecnici che rischiano di far fare ulteriori passi indietro: non è ancora chiaro, ad esempio, se il servizio per le utenze non domestiche previsto nel nuovo progetto e che doveva partire a inizio 2026 possa proseguire e con quali risorse umane, dal momento che Abc non può assumere. Il nuovo progetto, che avrebbe dovuto essere finanziato già nel bilancio 2024 e poi in quello 2025, prevedeva infatti il mantenimento della raccolta domiciliare dedicata per le attività del centro e della circonvallazione. Ma senza decisioni rapide, tutto resta sospeso. Il sindaco e il suo staff avevano rassicurato i sindacati sull’approvazione dei bilanci e sull’avvio dei lavori straordinari di pulizia, impegni assunti in incontri ufficiali.
Ma come questi interventi possano partire resta un rebus, visto che gli uffici comunali non intendono assumersi responsabilità. In assenza di bilanci approvati — che rappresentano l’unico atto autorizzativo — nessuno firma, nessuno decide, nessuno si espone.
Il nuovo progetto resta fermo al palo
Sul fondo resta il grande irrisolto: il nuovo progetto industriale di Abc. Un piano che prevedeva un aumento del costo del personale del 5% tra il 2024 e il 2027 e un incremento del 3% annuo per lo smaltimento del secco residuo, ma che nelle previsioni illustrate in Consiglio comunale avrebbe portato, entro il 2027, a una riduzione dei costi di 2,7 milioni di euro. Il progetto, già votato in consiglio comunale, prevede una profonda riorganizzazione del “porta a porta”, con l’introduzione nel centro storico di 88 cassonetti intelligenti dotati di sensori e sistemi di identificazione degli utenti, oltre a un modello condominiale di raccolta. Una riforma ambiziosa che, però, rischia di restare bloccata a lungo, schiacciata tra vincoli contabili, timori amministrativi e una guida politica che, finora, non è riuscita a sciogliere il nodo. Con queste premesse il mandato Celentano, in scadenza fra poco più di due anni, rischia di chiudersi senza che il nuovo progetto entri in porto.  Il risultato è una città ferma, un’azienda che sopravvive ma non cresce e una sindaca sempre più sotto pressione, chiamata a una scelta che finora è stata rinviata: riprendere in mano la regia politica di Abc o accettare che la gestione resti prigioniera dello stallo tecnico e che rischi di costituire il fallimento più grande nel bilancio di governo della città. 

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