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Le nomine della Provincia

"Fondazione: professionalità e visioni, non appartenenze"

Stefanelli su Pierleoni, Paradiso e Cosimi: "Indicati per rappresentare tutta la città"

"Fondazione: professionalità e visioni, non appartenenze"

Foto di Roberto Silvino

Francesca Pierleoni nel Cda, Claudio Paradiso e Paola Cosimi nel Comitato tecnico scientifico della Fondazione Latina 2032. Le nomine della Provincia portano con sé visioni e sensibilità riconducibili all’area progressista, ma che non vanno lette come una scelta politica, bensì come l’individuazione di professionalità solide, capaci di rappresentare la città per competenze, cultura ed esperienza. Lo spiega senza mezzi termini il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli nel presentare i tre nomi che entreranno a far parte della Fondazione presieduta da Vincenzo Zaccheo. «Abbiamo fatto una scelta diversa», ha spiegato il presidente della Provincia, soffermandosi in particolare sulla nomina di Francesca Pierleoni: «Una donna under 50, con un’esperienza significativa nella costruzione di reti sociali, nel project management e con competenze maturate nel percorso personale e professionale. La sua esperienza come amministratrice pubblica da assessore al welfare a Latina è limitata, appena dieci mesi, ed è stata etichettata da qualcuno come una figura “del Pd”, ma la sua storia racconta molto altro». Per Stefanelli, il punto centrale è la visione di città che la Fondazione è chiamata a costruire: «La città del futuro non è fatta solo di luoghi, simboli e riti, ma di persone. Alla luce dell’evoluzione delle città italiane è utile  interrogarsi su quale comunità troveremo nel 2032. Tutto è cambiato e continua a cambiare in modo vertiginoso: emergono nuove fragilità, nuove dipendenze, nuovi bisogni, dalla crisi demografica al tema della scuola». Sul fronte del Comitato tecnico scientifico, Stefanelli ha difeso con decisione anche la nomina di Claudio Paradiso, respingendo ogni tentativo di incasellarlo politicamente: «Definirlo in base a un’area politica è persino dispregiativo rispetto alla sua qualità artistica e culturale e a ciò che rappresenta per la città e per la musica. Se fossi stato sindaco di Latina, Paradiso sarebbe stato uno dei nomi a cui avrei affidato la presidenza: è un simbolo di cultura e di identità in questa città». Stefanelli ha ricordato anche il progetto del Dizionario della Musica e il lavoro avviato per valorizzare il patrimonio culturale della città. Riferendosi a Paola Cosimi, il presidente della Provincia ha richiamato la collaborazione già avviata in passato, in particolare nell’ambito della DMO, l’associazione per il turismo, del Comune di Latina e nella valorizzazione del progetto Appia Regina Viarum: «Tra le finalità della Fondazione c’è la definizione di un programma di offerta culturale finalizzato allo sviluppo del territorio. Le nomine fatte dalla Provincia sono coerenti con questi obiettivi». Il nodo politico, però, resta ed è proprio qui che si concentra la critica. «Si può parlare di sensibilità di area progressista – ha ammesso Stefanelli – ma la Fondazione non è il Comune né la Provincia: è un’istituzione che deve rappresentare tutti e dare spazio alle diverse sensibilità». Un principio che, secondo il presidente della Provincia, va letto anche alla luce degli equilibri complessivi: «Il Ministero della cultura è espressione di Fratelli d’Italia, la Regione è guidata da Fratelli d’Italia, il Comune anche. Il presidente della Fondazione è un politico vicino a Fratelli d’Italia. È quindi necessario riequilibrare visioni e sensibilità: non i partiti, c’è molto altro oltre le appartenenze – ha concluso – e credo che siano state scelte ottime figure, ottime professionalità, che arricchiranno il patrimonio culturale della città. La Provincia assicurerà la massima collaborazione al presidente Zaccheo e alla Fondazione, fermo restando che, attraverso i propri rappresentanti, porterà proposte, progetti, suggerimenti e uno sguardo attivo. Un ringraziamento anche al senatore Calandrini per la collaborazione istituzionale» Poi la conclusione con un riferimento a Zaccheo. «L’auspicio è che la Fondazione svolga pienamente il ruolo che la legge le ha affidato. La cornice normativa indicava una direzione precisa, la prima nomina è andate in un’altra direzione. L’auspicio è che la Fondazione sia davvero un’istituzione capace di rappresentare l’intera città di Latina, a partire proprio dalla sua comunità».

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