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Il fatto

L’erosione avanza, l’assessore: servono decisioni, non teorie. Persi 40 mila metri cubi di sabbia l’anno

Scontro sui pennelli, Di Cocco: tanti danni e fondi a rischio, non c’è da far filosofia

L’erosione avanza, l’assessore: servono decisioni, non teorie. Persi 40 mila metri cubi di sabbia l’anno

Si accende il confronto politico sulla difesa della costa tra Foce Verde e Capoportiere, dopo la richiesta di chiarimenti tecnici avanzata dalla Regione Lazio sul progetto comunale finanziato con  5,5 milioni di euro. Ad aprire il dibattito era stato il capogruppo della Lista Celentano Alessandro Porzi che aveva criticato l’impostazione dell’intervento, mettendo in discussione la realizzazione dei pennelli rigidi, definendo l’opera espressione di una visione superata e chiedendo una strategia di lungo periodo fondata sul ruolo dei porti e dei canali come strumenti di governo delle acque. Una posizione che, secondo l’assessore alla marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco, non tiene conto dell’urgenza di intervenire per mettere in sicurezza la costa e del rischio concreto di perdere il finanziamento regionale. «Ritengo doveroso ristabilire un quadro corretto dei fatti  – spiega l’assessore nella sua replica - perché il tema della tutela del nostro litorale non può essere affrontato in modo ideologico o astratto, ma deve partire dalla realtà dei fatti e dall’urgenza della situazione attuale. Il progetto del Comune di Latina non è stato bocciato né bloccato. La Regione ha richiesto esclusivamente chiarimenti tecnici e integrazioni istruttorie, in particolare in relazione ai pennelli rigidi previsti dal progetto. Chiarimenti che stiamo già predisponendo, nel pieno rispetto delle procedure e con la massima collaborazione istituzionale. È però necessario ribadire con forza che si tratta di chiarimenti, non di una riscrittura del progetto né di un cambio di strategia». L’assessore spiega che il protrarsi dei rinvii negli anni ha contribuito in modo determinante al degrado della costa, con arretramento della linea di riva, perdita di arenile e crescente esposizione di stabilimenti, infrastrutture e abitazioni all’azione del mare, rendendo oggi gli interventi più urgenti e complessi rispetto al passato «proprio perché per troppo tempo si è rinviato».  «Le conseguenze di ulteriori ritardi sarebbero devastanti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale – spiega Di Cocco – le attività balneari, il turismo, l’indotto commerciale e l’intera economia del litorale vivono già una condizione di forte difficoltà. Rinviare ancora significherebbe esporre imprese e famiglie a danni sempre più gravi e a costi futuri molto più elevati per la collettività. A questo si aggiunge un elemento decisivo che non può essere sottovalutato: il finanziamento regionale ha scadenze precise. Se l’intervento non verrà avviato entro il 2026, esiste il rischio concreto e reale di perdere definitivamente le risorse stanziate. Questo significherebbe  rinunciare a oltre cinque milioni di euro già assegnati e compromettere per anni qualsiasi possibilità di intervento strutturale sul litorale. Sarebbe una responsabilità gravissima che nessuno può permettersi di assumere. Si deve procedere con determinazione sulla realizzazione delle opere previste, compresi i pennelli». Da qui l’affondo all’indirizzo del consigliere della Lista Celentano che siede nella sua maggioranza:  «Le valutazioni di carattere teorico, filosofico o di lungo periodo sulla gestione integrata delle coste sono legittime e possono essere oggetto di confronto tecnico e scientifico, ma non possono trasformarsi in un alibi per bloccare un progetto finanziato, approvato e ormai maturo per essere realizzato. La filosofia, anche quando supportata da argomentazioni tecniche, non può sostituire l’urgenza dell’azione. Oggi il problema non è scegliere tra modelli ideali, ma mettere in sicurezza un tratto di costa che rischia di essere compromesso in modo irreversibile. È bene ribadire che la Regione Lazio ha chiesto chiarimenti, non l’abbandono dei pennelli né un cambio radicale di impostazione. E chiarimenti faremo, con serietà e rapidità, proprio perché l’obiettivo deve essere uno solo: arrivare in tempi certi all’apertura dei cantieri. Continuare a inseguire l’emergenza senza intervenire significa moltiplicare i costi, ridurre l’efficacia delle soluzioni future e mettere seriamente a rischio il finanziamento stesso». «Continuerò a lavorare - conclude il delegato del sindaco alla marina - affinché il confronto con la Regione si concluda rapidamente e affinché si proceda senza ulteriori rallentamenti all’avvio dei lavori. O si avvia l’intervento entro il 2026, oppure Latina rischia di perdere risorse fondamentali e di subire danni irreversibili. La costa ha già pagato troppo il peso dei ritardi. Ora è il tempo delle decisioni e dei fatti».  Quel che è certo, come ha ribadito Di Cocco, che per questo progetto ha dedicato tre anni di lavoro, è che il problema dell’erosione è grave e mina risorse preziose. La costa pontina perde ogni anno tra 30.000 e 40.000 metri cubi di sabbia. Il fenomeno riguarda non solo la costa di Latina, ma l’intera fascia tra Capo d’Anzio e il Circeo, che deve essere considerata un’unità fisica unica: l’erosione è collegata lungo tutta la linea di costa.  L’assessore spiega: «Non possiamo ignorare un dato oggettivo: il tempo perso negli anni ha contribuito in maniera decisiva allo stato di degrado in cui versa oggi la nostra costa. Ogni stagione trascorsa senza interventi strutturali ha significato arretramento della linea di riva, perdita di arenile ed esposizione crescente di stabilimenti, infrastrutture e abitazioni all’azione del mare. Oggi dobbiamo intervenire in condizioni peggiori perché per troppo tempo si è rinviato». All’altezza dello stabilimento della Polizia, dove la spiaggia è di fatto scomparsa. Un disastro naturalistico che rischia di incidere non solo sulla fruibilità del lido e sull’equilibrio generale della costa, ma anche sulle gare per la concessione degli stabilimenti

Apprese le dichiarazioni di Di Cocco, Porzi chiarisce che, per far fronte alle urgenze, sarebbe stato opportuno prevedere interventi di tipo “morbido”, capaci di dare risposte immediate. «Apprezzo il lavoro che sta facendo l’assessore - spiega - ma ritengo per una mia sensibilità di visione del territorio che gli interventi debbano essere  frangiflutti paralleli alla linea di costa e ripascimento morbido da attuare immediatamente per salvare la biodiversità e bellezza di tutta la costa da Latina al Circeo». 

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