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Cruciani provocatore in libertà. Ora si attende Morris Sarra

Dal sold out per "Via Crux" al prossimo appuntamento con la prosa: "Traffico"

Cruciani provocatore in libertà. Ora si attende Morris Sarra

di Giada Pastore


Se il politicamente corretto dovesse mai scontrarsi con qualcuno, il suo primo avversario sarebbe senza dubbio Giuseppe Cruciani: voce fuori dal coro, provocatore instancabile e incarnazione di tutto ciò che oggi non si dovrebbe dire, ma che lui continua a dire forte e chiaro. È questa schiettezza, spesso brutale, ad aver conquistato il pubblico del Teatro Comunale “G. D’Annunzio” di Latina, dove l’altra  sera il conduttore radiofonico ha portato in scena il suo one-man show “Via Crux”, uno spettacolo dissacratorio che oltrepassa ogni limite e che, già dal titolo, suggerisce una personale “via crucis” contro il conformismo culturale che domina il dibattito pubblico. I temi capaci di accendere maggiormente il fervore della platea sono stati numerosi, anche perché il pubblico è stato più volte chiamato in causa dallo stesso Cruciani che, come accade nel programma radiofonico “La Zanzara”, non rinuncia mai al confronto diretto. Attraverso monologhi incalzanti, il conduttore attacca il perbenismo che sembra aver contagiato l’Italia degli ultimi anni, smontando pezzo dopo pezzo il concetto di politicamente corretto. Nel mirino finiscono categorie diverse: ecologisti, vegani, comunità LGBTQI+, prostitute e buonisti, osservati e discussi per restituire il punto di vista dell’italiano medio, tra sarcasmo e ironia sfacciata. Eppure, anche Cruciani ha i suoi “angioletti  custodi”, ormai quasi esasperati nel tentativo di ricondurlo sulla retta via: attraverso alcune clip intervengono infatti i suoi ‘antagonisti storici’, primo fra tutti l’inseparabile David Parenzo. Invece, a presenziare sul palco è Donatella Zaccagnini Romito, escort di professione, che offre il proprio contributo raccontando il suo  mestiere e le motivazioni che l’hanno portata a farlo. In definitiva, Via Crux si è rivelato uno spettacolo in grado di offrire una serie di spunti innovativi sull’attualità più corrotta, lasciando il pubblico diviso tra provocazioni, inevitabili riflessioni e soprattutto risate.
Si torna in sala
il 14 febbraio
Il sipario del Teatro D’Annunzio torna ad aprirsi il 14 febbraio, alle ore 21, per “Traffico” di Sergio Blanco. Sul palco Morris Sarra, solo in scena, interpreta un monologo intenso, nei panni di un giovane prostituto che si muove all’interno di una vita fatta di violenza,  desideri inconfessabili,  sopravvivenza.  Ha avuto una relazione con un cliente, ‘Il francese’, un uomo che lo porterà in un vortice inaudito di violenza. E che poi si scoprirà essere Sergio Blanco.
Spiega il regista: «È un monologo che non fa sconti, è il linguaggio di Blanco che non li fa, ma è incredibile il lavoro che l’autore compie sul protagonista, un ragazzo che ha compiuto veramente atti crudeli eppure alla fine non si riesce ad odiarlo. Mentre lo ascolti si capisce quanta solitudine c’è in lui e come sia fragile la sua identità».

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