Il fatto
12.02.2026 - 08:00
Due assessori in polemica sulla gestione delle risorse finanziarie che hanno acceso la miccia interna e un terzo che infila la porta e se ne va. La giunta Celentano attraversa uno dei momenti più delicati dall’inizio del mandato e dopo un anno di tensioni politiche e di divergenze è arrivato un primo punto di rottura importante.
Il terreno di scontro è il bilancio e la gestione delle risorse comunali, ma dietro c’è di più. La scelta di Ada Nasti, assessore al bilancio e partecipate che ha abbandonato la ‘nave’ Celentano e che dall’1 marzo tornerà a Terracina per assumere un incarico da dirigente comunale, ufficialmente è motivata da ragioni personali e professionali, ma nella realtà è stata dettata dalla difficoltà nella collaborazione con la giunta e le contrapposizioni sulla programmazione finanziaria e anche dalle posizioni rigide assunte sui bilanci della società partecipata Abc.
Le dimissioni segnano un punto critico per l’amministrazione Celentano: Nasti era l’unico assessore tecnico in una giunta tutta politica, e la sua uscita oltre a mostrare l’isolamento in cui era finito uno dei delegati più rigorosi della giunta, mette in evidenza le fragilità di una maggioranza dove anche settori considerati vicini al sindaco hanno denunciato pubblicamente mancanza di risorse e incapacità di programmazione. In queste ore si delinea sempre di più il quadro che ha portato alla frattura. Secondo quanto emerge, Nasti si sarebbe sentita progressivamente “scaricata” dalla maggioranza.
In particolare, la gestione dei bilanci di Abc ha rappresentato un terreno di scontro continuo: l’assessore, mantenendo una posizione tecnica intransigente e motivata dagli atti, aveva più volte sottolineato la necessità di non approvare bilanci non conformi, come ribadito anche nell’ultima commissione Trasparenza.
Lo scollamento sarebbe diventato più evidente quando la sindaca in una delle ultime riunioni hanno messo sul piatto la necessità che i bilanci fossero approvati per consentire la prosecuzione dell’attività della società, una posizione che finiva per mettere in minoranza proprio l’assessore Nasti che sui bilanci di Abc ha sempre assunto un profilo oltranzista: “O si fa così o niente”. Questo ha evidenziato la mancanza di un sostegno politico chiaro verso l’assessore tecnico, accentuando il suo senso di isolamento all’interno dell’amministrazione.
A dare l’ultima spinta, probabilmente, alle riflessioni dell’assessore orientate ad una via d’uscita sono state le polemiche recenti che hanno visto protagonisti gli assessori Annalisa Muzio (Urbanistica) e Franco Addonizio (Ambiente), che hanno denunciato pubblicamente l’insufficienza di risorse nei rispettivi settori. In particolare l’assessore all’ambiente aveva parlato di decisioni prese unilateralmente, senza un confronto preventivo con assessori e dirigenti, prima di tagliare fondi o ridurre le richieste e senza valutare attentamente quali effetti concreti tali scelte potrebbero avere sui servizi.
L’assenza di dialogo tra gli assessori, la difficoltà di coordinamento con la politica e la necessità di garantire la continuità dei servizi hanno reso il ruolo di Nasti sempre più delicato. La sua gestione del bilancio, pur riconosciuta come rigorosa e attenta alle esigenze della comunità, si è trovata a scontrarsi con una visione politica più pragmatica e orientata a “salvare” Abc nel breve periodo. Intanto la sindaca sarebbe già al lavoro per individuare una sostituzione, tenendo conto della necessità di nominare una donna per garantire il rispetto delle quote rosa in giunta.
Ma la defezione di Nasti arriva in un passaggio estremamente delicato, sia per il servizio finanziario del Comune, chiamato a gestire equilibri complessi senza la guida dell’unico assessore tecnico, sia per il futuro di Abc. Sul tavolo c’è un nodo non più rinviabile: quali bilanci approvare e con quale prospettiva. Chiudere definitivamente le partite pregresse? Approvare un bilancio “tecnico” per consentire alla società di proseguire l’attività ancora per un anno? Oppure assumere una scelta politica più netta sul destino dell’azienda? In questo quadro la decisione torna inevitabilmente alla sindaca, chiamata a tracciare una linea chiara.
Dire alla città che i sacrifici non sono finiti, che l’emergenza rifiuti e le difficoltà operative potrebbero ancora tradursi in disservizi, ma che l’obiettivo è dare ad Abc l’ossigeno necessario per sopravvivere fino alla messa a terra del nuovo piano industriale e della partenza del nuovo corso non prima del 2027 o dell’inizio del 2028. Oppure imboccare un’altra strada. Ma a questo punto la scelta è tutta politica e va presa in fretta.
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