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Nasti, il silenzio che pesa sulla maggioranza

La coalizione di maggioranza non è riuscita a esprimere una linea condivisa in una delle fasi più delicate del mandato

Nasti, il silenzio che pesa sulla maggioranza

È stata una giornata di silenzio dal fronte politico dopo le dimissioni di Ada Nasti. Se la sindaca ha formalmente accettato l’addio dell’assessore al Bilancio, accompagnando la decisione con una nota in cui ha espresso alcune valutazioni sull’operato svolto, nessuna presa di posizione è arrivata dai partiti di maggioranza. Un’assenza che pesa e che dice molto del clima che si respira a piazza del Popolo.

La coalizione che sostiene Celentano - Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Lista Celentano e Noi Moderati - non è riuscita a esprimere una linea condivisa in una delle fasi più delicate del mandato. Eppure, nella giornata di ieri, dopo le riunioni svolte in Comune, sembrava potesse arrivare una nota congiunta per compattare il fronte. Così non è stato. Dietro il silenzio emergono divergenze non solo sulla gestione politica della vicenda, ma anche sul giudizio relativo all’operato di Nasti.

In particolare, Forza Italia in passato aveva già espresso posizioni critiche in commissione, distinguendosi anche in occasione del voto sui bilanci di Abc, con interventi netti da parte del partito di Fazzone. Ancora più netta Noi Moderati che non ha mai nascosto distanza dalle posizioni di assessore. La critica che circola in una parte della maggioranza riguarda il metodo adottato dall’ex assessore: secondo questa lettura, Nasti non avrebbe mai realmente interloquito con gli altri assessori.

Le riunioni si sarebbero svolte prevalentemente con il servizio finanziario e con il direttore generale per la predisposizione del bilancio tecnico. Un’impostazione che qualcuno definiva da “dirigente doppio”, perché ancorata a un approccio esclusivamente tecnico, mentre - secondo questa area politica - sarebbe servita una visione più ampia e politica. Una rigidità che, sempre secondo i critici, avrebbe finito per ingessare anche l’azienda speciale.

Oggi, però, il silenzio della maggioranza pesa anche alla luce delle polemiche sollevate dalle opposizioni, che chiedono direttamente le dimissioni della sindaca. Un vuoto di parole che rischia di apparire come una resa o, quantomeno, come il segnale di difficoltà a ricomporre scenari di divisioni complessi. Perché il nodo vero resta questo: nella maggioranza, su quanto accaduto e su come affrontare il futuro, non c’è ancora un’unità di vedute. 

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