Politica
12.02.2026 - 21:00
Il tema del Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti torna al centro del dibattito pubblico non come polemica episodica, ma come nodo strutturale che riguarda l’organizzazione sanitaria di un intero quadrante della provincia.
A intervenire è il consigliere comunale di Noi Moderati, Emiliano Licata, medico di medicina generale, che annuncia la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione del Goretti, con il coinvolgimento della Regione Lazio e della Asl.
“Il punto di partenza – chiarisce Licata – deve essere uno solo: la tutela della salute dei cittadini e dei medici, infermieri e operatori sanitari. Parliamo di professionisti che lavorano quotidianamente sotto una pressione altissima, gestendo un numero di accessi molto elevato e un bacino di utenza che non riguarda soltanto Latina, ma comprende anche i Monti Lepini e numerosi comuni limitrofi. A loro va un ringraziamento sincero per l’impegno e la dedizione dimostrati in condizioni spesso estremamente complesse. Il problema, però, non può essere ridotto a una semplice questione organizzativa interna. Latina è cresciuta, il territorio è cambiato e il Goretti rappresenta di fatto l’unico presidio di emergenza per un’area vasta. Esiste una sproporzione evidente – aggiunge Licata - tra la domanda di assistenza e la capacità strutturale di risposta. Il sistema va adeguato alla realtà attuale. Per troppi anni il tema è stato affrontato solo nei momenti di emergenza, senza una vera pianificazione di area vasta. Oggi paghiamo una programmazione che non ha tenuto conto della crescita demografica e dell’aumento dei flussi sanitari. È arrivato il momento che la politica, a tutti i livelli, si assuma la responsabilità di una scelta strutturale e non più rinviabile”.
Proprio in questa ottica si inserisce la richiesta di un Consiglio comunale straordinario.
“È vero – precisa Licata – che la competenza in materia sanitaria è regionale, ma noi come Comune abbiamo il dovere politico di rappresentare le esigenze della nostra comunità. Non possiamo limitarci a osservare, dobbiamo assumere una posizione chiara come istituzione territoriale e aprire un confronto diretto con Regione e Asl. Non si tratta di alimentare polemiche o scaricare responsabilità – sottolinea – ma di costruire un momento istituzionale serio in cui Latina faccia sentire con forza la propria voce. Il nostro territorio non può reggere da solo il peso sanitario di un intero quadrante della provincia. E in questo dibattito – sottolinea ancora Licata - rientra anche il ruolo delle Case della Comunità che possono certamente contribuire a ridurre una parte degli accessi differibili o dei codici bianchi, alleggerendo la pressione numerica sul Pronto Soccorso, ma non sono presìdi di emergenza e non possono gestire urgenze complesse o emergenze tempo-dipendenti. Pensare che possano risolvere il problema alla radice sarebbe un errore”.
Da qui la necessità di rafforzare l’intera rete dell’emergenza territoriale. “La riapertura del Pronto Soccorso di Sezze potrebbe rappresentare un elemento strategico per redistribuire i flussi e garantire maggiore prossimità. Non è accettabile – continua - che un cittadino debba percorrere anche venti chilometri per raggiungere un presidio di emergenza”.
Licata richiama poi un aspetto spesso sottovalutato: il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. “Da medico di famiglia registro una crescente esitazione nel rivolgersi al Pronto Soccorso. Una paura legata ai tempi di attesa, alla percezione di sovraffollamento, alla difficoltà di orientarsi nei percorsi. Quando i cittadini iniziano ad avere timore di accedere a un servizio pubblico essenziale, significa che qualcosa va corretto anche sul piano della comunicazione e dell’organizzazione”.
Particolarmente delicata è la questione dell’informazione ai familiari. “Troppo spesso i parenti restano per ore senza aggiornamenti e sono costretti ad attendere all’esterno della struttura, anche per via degli spazi limitati della sala d’attesa. È una criticità concreta che incide sulla percezione del servizio e sul carico emotivo delle persone coinvolte. Anche su questo servono soluzioni rapide. L’attenzione alla sanità territoriale - sottolinea ancora Licata - non può essere episodica. Come Noi Moderati stiamo lavorando anche a livello regionale, con l’impegno del gruppo guidato da Di Stefano e Neri, per rafforzare la medicina di prossimità e monitorare in modo costante le criticità dei presìdi ospedalieri. L’iniziativa per l’istituzione di un Osservatorio sulla sanità territoriale, accompagnata da una raccolta firme, va proprio in questa direzione: creare strumenti permanenti di ascolto e analisi, perché la sanità si governa con programmazione e responsabilità. Il caso del Goretti – conclude - non è un episodio isolato ma il segnale di un sistema che necessita di una revisione complessiva. La sanità deve essere una priorità politica e Latina merita risposte all’altezza del suo ruolo nel territorio. Credo che il Consiglio comunale sarà il luogo giusto da cui far partire una richiesta chiara e spero condivisa”.
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