La crisi politica
13.02.2026 - 11:00
Le dimissioni dell’assessora al Bilancio Nasti aprono un nuovo fronte di scontro politico a Latina e diventano l’occasione, per le forze di opposizione, di affondare il colpo contro l’operato della Giunta di centrodestra. Sinistra Italiana Latina, circolo Europa Verde Latina e Latina Possibile parlano apertamente di “esperienza amministrativa fallimentare” e invitano la Sindaca a trarre le conseguenze politiche della crisi, rassegnando a sua volta le dimissioni.
Nel mirino delle opposizioni finisce innanzitutto la gestione di ABC e del sistema di raccolta porta a porta. Secondo i firmatari della nota, il “procurato disastro economico, ambientale e di decoro” avrebbe responsabilità politiche precise, attribuite alla Giunta e ai partiti di maggioranza – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Fare Latina e Noi Moderati – oltre che alla stessa prima cittadina, “responsabile della squadra scelta per governare la città”.
Le critiche ripercorrono le principali tappe dello scontro su ABC: dalla nomina alla presidenza del Cda dell’Azienda Speciale di un professionista ritenuto in conflitto di interessi, alla mancata approvazione dei bilanci che avrebbe compromesso l’operatività della società. Contestato anche il ricorso a una due diligence, definita un tentativo – rivelatosi infruttuoso e costoso – di attribuire responsabilità alla precedente gestione, così come l’aver ignorato il piano industriale presentato nell’ottobre 2022 dal precedente Cda, che prevedeva soluzioni specifiche per il centro città. Le opposizioni respingono inoltre come “falsa” l’affermazione secondo cui ABC non avrebbe potuto generare utili.
Ma è soprattutto sul piano politico che l’affondo si fa più duro. “Il bilancio non è un atto tecnico neutro – sostengono – bensì l’atto politico per eccellenza, la traduzione contabile di una visione di città”. In quest’ottica, le dimissioni dell’assessora al Bilancio vengono lette come il segnale di una mancanza strutturale di progettualità e di coesione interna alla maggioranza.
Le motivazioni ufficiali parlano di ragioni personali, ma le forze di opposizione dichiarano di nutrire “più di un dubbio” sulla reale natura della scelta, sottolineando l’assenza di una chiara assunzione pubblica di responsabilità politica. Una modalità che, a loro dire, rifletterebbe un metodo amministrativo caratterizzato da decisioni maturate “a porte chiuse” e da una comunicazione ritenuta parziale.
Nel bilancio complessivo dell’azione di governo, le opposizioni parlano di assenza di cambiamenti strutturali e di una città privata di prospettive, al di là di iniziative simboliche come la ruota panoramica natalizia in piazza. Da qui la richiesta finale: un passo indietro della Sindaca, ritenuto “atto dovuto” per restituire chiarezza e responsabilità alla vita amministrativa del capoluogo.
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