Tensioni nel centrodestra dopo alcune frizioni emerse nell’ultima commissione Toponomastica. Ad attaccare la lista Celentano è la Lega attraverso il presidente della commissione Roberto Belvisi dopo la querelle nata nella seduta a seguito del punto di intitolare la zona industriale di Latina Scalo a Maria Montessori, avanzato dal sindaco Matilde Celentano.
Sulla proposta il consigliere Alessando Porzi, capogruppo della Lista Celentano, aveva chiesto il rinvio ottenendo anche alcuni voti del centrodestra e mettendo in minoranza Belvisi, in contestazione con il suo metodo di portare sul tavolo delle proposte preconfenzionate. Porzi aveva chiesto maggiore attenzione verso le segnalazioni dei cittadini, ricordando le 500 firme per intitolare la strada a Maria Cocco, la prima ostetrica di Latina, oppure ad Aldo Odone, giocatore di basket locale. Belvisi spiega: «Sono già state 5 le commissioni in cui si è discusso della possibilità di avanzare quei nomi, compreso quello di Maria Montessori, quindi Porzi sapeva benissimo che quel percorso amministrativo era stato avviato da tempo». Secondo Belvisi un modo per conoscere i temi è partecipare alle e pre-commissioni, ma accusa Porzi di essere stato spesso assente. «Non ci sto che una commissione tecnica – prosegue - come quella dell’urbanistica venga trasformata in una commissione di beghe politiche con annessi sgambetti provocatori e inutili, che poi si ripercuotono sull’azione amministrativa.
E’ un paradosso che un ordine di servizio del sindaco venga sostenuto dalla Lega mentre il suo partito vada contro e metta in minoranza la maggioranza per superficialità o per dimenticanza di un suo consigliere. Si manda all’aria il lavoro degli uffici, e i cittadini immaginano che ogni commissione sia una resa dei conti tra consiglieri del centrodestra». Belvisi parla di ordine di servizio, ma era proprio questo anche il senso del punto contestato da Porzi, non limitarsi a recepire ‘ordini di servizio’ ma confrontarsi su proposte di intitolazione che arrivano dal basso. «Invito il consigliere Porzi a concentrarsi sulla Commissione ambiente - la chiosa polemica finale - per portare a termine il piano antenne, in modo da velocizzare l’iter». E così, mentre si invoca sobrietà e si stigmatizzano le “beghe politiche”, si finisce per alimentarle con toni e stoccate che vanno ben oltre il merito della questione. Un paradosso che rischia di spostare l’attenzione dai contenuti alle schermaglie, proprio ciò che a parole si sostiene di voler evitare. Non sfugge che la situazione è delicata anche sul fronte di Forza Italia, assente in Urbanistica da due settimane e anche ieri in capigruppo. Un segno di protesta?