Il caso
25.02.2026 - 12:00
Il centrodestra del capoluogo è arrivato a un passaggio decisivo. Ieri si è tenuto a Roma un incontro riservato tra il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, la deputata della Lega Giovanna Miele e il sottosegretario e vicesegretario federale leghista Claudio Durigon. A quanto risulta si sarebbe trattato di un summit ristretto per misurare lo stato reale della coalizione che sostiene la sindaca Matilde Celentano, al quale avrebbero partecipato altri esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, ma non Forza Italia.
Un’assenza che pesa e che segna plasticamente la frattura. Nel vertice è emersa la fotografia di una situazione considerata critica, non solo sul piano politico ma anche su quello amministrativo: una certificazione delle difficoltà crescenti della gestione Celentano. Formalmente i numeri in Consiglio comunale reggono ancora. Politicamente, però, la maggioranza si è assottigliata. Nelle ultime settimane le tensioni si sono tradotte in fatti concreti: voti mancati, schede bianche, commissioni disertate o sconvocate.
I “colonnelli” di Lega e Fratelli d’Italia avrebbero preso atto del logoramento, sondando se esistano ancora le condizioni per proseguire insieme l’esperienza amministrativa alla guida del Comune. Il malcontento è palpabile. La città appare ferma, i cantieri del Pnrr devono essere chiusi a breve ma non producono risultati visibili, mentre decoro urbano e gestione dei rifiuti continuano a rallentare l’azione amministrativa, alimentando tensioni politiche. A piazza del Popolo l’incertezza è diventata strutturale. Il passaggio più delicato resta il voto sul presidente del collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Vinciguerra, quando sono venuti meno cinque voti di maggioranza – tre di Forza Italia e due della Lega. Solo la punta dell’iceberg di una sequenza di microfratture consumate sul fronte Ambiente, su Abc, sul bilancio e in polemiche che si trascinano da un anno, aprendo una fase di stallo mai davvero ricomposta.
Forza Italia oggi è di fatto sull’Aventino: i consiglieri non partecipano alle commissioni e i presidenti hanno revocato la convocazione delle sedute di Lavori pubblici e Istruzione. Gli azzurri attendono un segnale politico chiaro dalla sindaca dopo la richiesta di un incontro chiarificatore per contestare il metodo sui temi, giudicato troppo verticistico e poco condiviso, ma hanno registrato invece un vertice a porte chiuse senza il loro coinvolgimento. Più che una risposta, una mossa che andrebbe interpretata come uno strappo evidente e proprio nel momento in cui, invece, sul fronte delle, provinciali, il centrodestra ha fatto quadrato sulla candidatura dell’azzurro Federico Carnevale.
Intanto sul tavolo della sindaca c’è l’ipotesi di un rimpasto per tentare di ricompattare la coalizione, a questo punto forse anche solo per traghettare l’amministrazione per un altro anno. Tra le ipotesi, un cambio di deleghe in quota Noi Moderati e la possibile sostituzione di Franco Addonizio. Resta invece un’incognita la “carta” Federica Censi, che potrebbe entrare in partita al posto dell’assessore all’Istruzione Francesca Tesone, in una trattativa tutta interna alla Lega e resa più complessa dagli strascichi del voto sui revisori.
Tra le opzioni circola anche il nome di Mario Faticoni al Bilancio, in quota Fratelli d’Italia. Un’eventuale nomina che imporrebbe però un ulteriore riequilibrio nella composizione della giunta per garantire il rispetto delle quote di genere. La maggioranza, dunque, resta in piedi ma cammina su un crinale stretto. Il vertice romano certifica che la crisi è politica prima ancora che numerica. E che ancora una volta il centrodestra potrebbe prendere atto della possibilità di «staccare la spina» nel capoluogo per non essere riuscito a trovare una sintesi efficace.
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