Il fatto
11.03.2026 - 17:00
Duro attacco del Partito Democratico di Sabaudia alla maggioranza dopo il Consiglio comunale del 10 marzo, conclusosi senza numero legale.
In una nota congiunta i consiglieri comunali Giancarlo Massimi e Simone Brina e il segretario del Pd Luca Mignacca parlano di «uno dei livelli più bassi mai raggiunti durante un’assise civica a Sabaudia».
Secondo il Pd, invece di partecipare alla seduta per discutere atti ritenuti importanti per la città, la maggioranza avrebbe scelto di non garantire il numero legale.
«Invece di venire in aula per discutere di provvedimenti che riguardano i cittadini – come la nuova gara per la mensa scolastica, una delibera a sostegno del comparto agricolo e il pagamento di debiti fuori bilancio – la maggioranza ha preferito far mancare il numero legale».
Per gli esponenti democratici, quanto accaduto rifletterebbe una crisi politica ormai evidente all’interno della coalizione di governo.
«L’esito della seduta, cioè l’uscita dalla maggioranza del consigliere comunale Marco Mincarelli e dell’assessore ai Servizi sociali Pia Schintu, rispecchia l’incapacità di dare risposte alla crisi politica», si legge nella nota.
Una situazione che, secondo il Pd, si somma ai ritardi registrati in settori chiave della gestione amministrativa.
Nel comunicato viene inoltre sollevata la questione della mancata ripresa in streaming della seduta, che era stata concordata nella commissione dei capigruppo.
Secondo il Pd, l’assenza della diretta avrebbe impedito al consigliere Paolo Mellano di partecipare ai lavori.
«Siamo di fronte a una nave in balia della tempesta senza nocchiero», affermano Massimi, Brina e Mignacca.
Per il Partito Democratico la situazione impone una riflessione politica immediata.
«La città ha bisogno di un governo autorevole capace di ricostruire un tessuto politico, amministrativo e relazionale alla base della coesione sociale».
La minoranza, ricordano gli esponenti dem, ha già presentato una mozione di sfiducia, interpretando quello che definiscono «un diffuso malessere».
«Dopo lo spettacolo di ieri – concludono – non resta che riconsegnare la città alla libera scelta dei cittadini, anche se questo dovesse comportare un periodo di commissariamento prima del voto».
Il Pd ritiene infatti che proseguire fino alle elezioni della primavera 2027 con una situazione di paralisi amministrativa rischierebbe di danneggiare ulteriormente la città, in un momento di difficoltà per diversi settori economici del territorio.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione