Scenari
18.03.2026 - 08:30
Il Comune di Latina accelera sulla nomina del nuovo Direttore generale, figura chiave per il funzionamento dell’ente dopo il passaggio di Agostino Marcheselli al ruolo di capo di gabinetto, avvenuto lo scorso gennaio. Con la determinazione del 14 marzo 2026 è stata infatti ufficializzata la commissione esaminatrice incaricata di valutare i candidati per l’incarico.La selezione, avviata a dicembre tramite avviso pubblico rivolto a profili esterni, entra ora nella fase operativa: la commissione individuerà una rosa di cinque candidati, tra i quali sarà poi il sindaco a scegliere il nuovo Direttore generale.
L’amministrazione ha deciso di confermare una composizione già sperimentata nella precedente selezione del 2023, puntando su profili di alto livello nel campo del management pubblico: Luciano Calamaro, presidente di sezione della Corte dei Conti in quiescenza, nel ruolo di presidente, Tiziano Amorosi, attuale Direttore generale del Comune dell’Aquila, come componente esterno e Alessandra Macrì, segretario generale del Comune di Latina, come componente interno. La procedura rientra nella programmazione del fabbisogno di personale prevista dal Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) e rappresenta uno snodo importante per l’assetto organizzativo del Comune nei prossimi anni.
Si tratta di una nomina tutt’altro che formale. In un Comune delle dimensioni di Latina, il Direttore generale è il perno della macchina amministrativa: coordina dirigenti e settori, traduce gli indirizzi politici in atti concreti e controlla tempi, risultati e spesa. È anche la figura chiamata a intervenire sulle criticità, sbloccare i nodi tra uffici e garantire che l’azione amministrativa sia efficace e coerente.
Un ruolo ancora più delicato alla luce della fase che sta attraversando il Comune. Sul tavolo ci sono partite complesse come il bilancio, la gestione di Abc e l’attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr, mentre sul piano interno persistono difficoltà organizzative, con uffici che faticano a dialogare tra loro e problemi operativi che emergono con continuità, come dimostrato anche dal recente caso della sosta o del parco Falcone e Borsellino.
In questo scenario, il nuovo Direttore generale sarà chiamato non solo a garantire il coordinamento, ma a rimettere ordine nei processi, migliorare la comunicazione interna e rendere più fluida l’azione amministrativa, facendo da cerniera tra la struttura tecnica e quella politica. Una scelta che peserà in modo determinante sull’efficienza del Comune nei prossimi anni.
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