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Scontro su ABC, maggioranza e opposizione ai ferri corti

I consiglieri fanno saltare la seduta di Trasparenza, le minoranze: fuga dal confronto

Scontro su ABC, maggioranza e opposizione ai ferri corti

Ancora una commissione finita senza risposte, ancora uno scontro politico che si consuma prima del chiarimento. La seduta della Commissione Trasparenza presieduta da Maria Grazia Ciolfi, convocata d’urgenza sulla gestione di ABC, si è interrotta con l’uscita dei consiglieri di maggioranza e la caduta del numero legale, proprio nel momento in cui si stava entrando nel merito delle questioni sollevate.

Al centro del confronto c’erano i servizi extra-canone dell’azienda che gestisce l’igiene urbana, tema portato all’attenzione dalla sigla sindacale Ugl Psa. I rappresentanti Marco Iannarilli e Marco Alaimo hanno chiesto chiarezza su alcuni aspetti: quanti interventi siano realmente previsti dal contratto, quanti invece vengano effettuati fuori perimetro, se questi ultimi siano pagati o finiscano per incidere su altri servizi. Il timore, espresso in modo netto, è che attività straordinarie – come interventi su segnalazione o durante eventi – possano avvenire “a scapito” del servizio ordinario, con ricadute anche sui carichi di lavoro di un personale già ridotto. Pochi ma significativi i passaggi più critici: il sindacato parla di un’azienda “ingessata”, con bilanci fermi da anni e difficoltà anche nelle assunzioni.

Il momento chiave sarebbe dovuto arrivare con l’intervento del direttore generale di ABC, Antonello Malucelli. Il dirigente ha iniziato a delineare un quadro complesso, spiegando che l’azienda nasce nel 2018 con un contratto e un piano industriale che non prevedevano una serie di attività poi emerse nel tempo. Da qui, ha sottolineato, una fase iniziale caratterizzata da “difformità” tra servizi effettivi e perimetro contrattuale, «e non solo negli ultimi 3 anni» - ha spiegato-   parzialmente riequilibrata. Proprio durante queste spiegazioni, però, la seduta si è interrotta per l’uscita dall’aula della maggioranza. Da qui l’attacco delle opposizioni (Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032), che parlano di una “fuga” per evitare il confronto e si chiedono “cosa non si voglia far emergere” sulla gestione dell’azienda. «I fatti parlano chiaro: con l’amministrazione Celentano - concludono le forze di opposizione - la Tari è aumentata, gli operatori invece di essere stabilizzati vengono mandati a casa – tre solo a gennaio - e cresce la percentuale di rifiuti indifferenziati con costi sempre più pesanti per i cittadini. Nel frattempo le denunce dei lavoratori si moltiplicano».

Di segno opposto la replica della maggioranza, che respinge le accuse e parla di un uso “distorto” della Commissione Trasparenza, trasformata – secondo i consiglieri – in un’arena politica su temi che riguardano invece la gestione tecnica dell’azienda. La scelta di lasciare la seduta viene rivendicata come atto dovuto, per evitare che un organo istituzionale venga utilizzato impropriamente. La maggioranza sottolinea inoltre come le criticità evidenziate derivino in larga parte da un’impostazione originaria del servizio ritenuta inadeguata, e come sia in corso un lavoro complesso di riorganizzazione per riequilibrare il sistema. Da qui l’invito a non “confondere i livelli di responsabilità” e a non strumentalizzare le difficoltà dei lavoratori.Il risultato, ancora una volta, è uno stallo: domande aperte, risposte rinviate e una distanza politica che continua ad allargarsi proprio su uno dei servizi più delicati per la città.

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