L'evento al Cambellotti che fece discutere
04.04.2026 - 10:00
Gli spazi del Museo Civico Cambellotti possono essere concessi in uso temporaneo e a pagamento, tramite autorizzazione dirigenziale, senza alcun controllo preliminare sulla natura degli eventi e sulla loro coerenza con le funzioni culturali della struttura, uno dei pochi presidi museali operativi della città. E per colmare questa carenza l’amministrazione sta lavorando a un nuovo regolamento per le attività museali.
Questa la fotografia emersa ieri durante il question time, in risposta da parte dell’amministrazione Celentano all’interrogazione di Latina Bene Comune sulla sfilata di bellezza per adolescenti “Miss Teen Lazio”, tenutasi il 15 marzo scorso nel salone principale del museo, dedicato alle opere dello scultore del Novecento Duilio Cambellotti. Al centro della questione c’è il regolamento comunale per la concessione di queste strutture a titolo oneroso salvo iniziative promosse o patrocinate dal Comune con esplicita gratuità. Un regolamento che all’articolo 3 vieta l’uso per attività a fini di lucro o per eventi privati. Floriana Coletta ha chiesto chiarimenti su autorizzazione, patrocinio e possibili introiti derivanti dall’ingresso a pagamento, indicato nella locandina ufficiale.
La consigliera ha sottolineato come eventi privati possano snaturare la funzione culturale del museo e ha criticato la mancanza di un indirizzo politico chiaro nella gestione dei luoghi culturali. L’assessore al Patrimonio Antonina Rodà ha precisato che l’evento non ha ricevuto patrocinio comunale e che la concessione del salone è stata rilasciata dagli uffici come atto gestionale, senza intervento della giunta, in linea con le leggi 241/1990 e Bassanini che separano potere gestionale e indirizzo politico. Secondo le verifiche dell’ufficio, l’organizzazione non aveva scopo di lucro: il concorso è stato gestito da una persona fisica, senza partita IVA né attività economica strutturata, e dalla rendicontazione non risultano forme di remunerazione, ma solo spese, tra l’altro non coperte del tutto - come ha precisato Rodà - dagli organizzatori. «Per questa vicenda possiamo parlare di opportunità o meno nell’autorizzare la manifestazione - ha detto l’assessore - ma non di legittimità». La direttrice del museo, Antonia Lo Rillo, si è limitata a confermare la legittimità dell’autorizzazione, affermando che il sindaco non era tenuto a essere informato, senza tuttavia fornire chiarimenti né sulla bigliettazione, visto che la locandina ufficiale indicava un ingresso a pagamento di 20 euro, né sulla coerenza dell’evento con la missione culturale del museo. Floriana Coletta ha espresso forte insoddisfazione: «Non basta rifugiarsi dietro atti tecnici.
L’uso del Cambellotti richiede scelte politiche e culturali chiare. Un concorso di bellezza non valorizza né rafforza la funzione culturale della struttura. E poi sulla gestione economica non risultano indicati gli incassi derivanti dalla bigliettazione né quelli legati alla presenza di numerosi sponsor». La consigliera ha inoltre evidenziato un vuoto politico più ampio: la delega alla cultura è ancora trattenuta dalla sindaca Matilde Celentano, che pure aveva spiegato con parole richiamate da Coletta «che la sfilata non era stata coerente con le finalità del museo». Il riferimento è anche alla concessione temporanea fatta alla curatrice della manifestazione che faceva riferimento all’art. 106 del Codice dei beni culturali, «che consente l’uso dei beni culturali solo per finalità compatibili con la loro destinazione, e alle linee guida di ICOM Italia, che sottolineano come l’uso temporaneo degli spazi debba rafforzare l’identità e la funzione del museo». «Da qui in avanti il Museo Civico Cambellotti - ha detto Coletta - se non interverranno degli indirizzi politici ben diversi, potrà essere utilizzato come un comunissimo spazio per qualsiasi tipologia di evento». E proprio su questi indirizzi ora si corre ai ripari perché Rodà ha infine annunciato che l’amministrazione sta lavorando a un nuovo regolamento per le attività museali, aggiornato alle recenti linee guida regionali, per chiarire i criteri di concessione temporanea degli spazi e garantire la coerenza con la funzione culturale dei musei. Un caso che resta fonte di imbarazzo a Piazza Del Popolo: ieri la maggioranza ha fatto mancare il numero legale nella seduta di commissione Trasparenza che doveva esaminare gli atti proprio della sfilata al Cambellotti.
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