«Tre settimane fa mi è stato proposto essere candidato e ho risposto che potevo accettare solo a una condizione: che tutta la coalizione di centrodestra fosse unita».

Con queste parole, Pietro Matarese ha aperto la sua campagna elettorale come candidato sindaco della coalizione di centrodestra di Pomezia, composta da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega, Udc, Popolo della Famiglia, Cuori Italiani e III Myllenium.

Matarese era seduto accanto al senatore Antonio Saccone, ma anche ad Adriano Palozzi, Rodolfo Serafini, Raimondo Piselli, Roberto Vettraino e Andrea Ruggeri. «Toglieremo Pomezia alla politica di immobilismo, del non fare, del populismo. In questi giorni ho incontrato i rappresentanti delle liste civiche e dei partiti e mi ha impressionato la loro voglia di guidare la città e l'attaccamento al territorio. Sono uomo dello Stato, non un professionista della politica. Voglio impegnarmi per migliorare la vita dei cittadini di Pomezia: è l'unico scopo che mi ha spinto a entrare in politica. Sarò un sindaco trasparente - ha aggiunto Matarese - e il Comune sarà la casa dove noi ascolteremo le persone. La mia campagna elettorale non sarà improntata su comizi, ma sull'ascolto dei cittadini. In più ho chiesto a tutti i candidati consiglieri di presentare il casellario giudiziario e il certificato dei carichi pendenti: la legalità deve partire da loro».
Matarese, poi, ha parlato delle politiche sociali e del sostegno alle famiglie in difficoltà: «Non dobbiamo aver paura di voler risparmiare: i soldi spesi in questo settore sono sempre spesi bene - ha aggiunto -. E per questo diremo stop alle consulenze esterne e ad affidamenti diretti: abbatteremo questi costi». Infine un appello: «Ascolterò i cittadini anche per ripensare la campagna elettorale: spero nel sostegno delle associazioni».