Nell'ennesimo scontro tra Comune di Roma e Regione Lazio sul tema rifiuti si nasconde tra le righe quella "pazza idea" che dalle parti del Campidoglio c'è da tempo di un nuovo sito di discarica a pochi passi dalla Capitale, magari ad Aprilia. Nella lettera che ieri mattina il sindaco Virginia Raggi ha fatto pervenire al presidente Nicola Zingaretti manca solo che il desiderio venga espresso nero su bianco. La Raggi auspica che «l'approvazione dell'aggiornamento del piano regionale dei rifiuti contenga misure effettivamente in grado di dare soluzioni stabili». Secondo Raggi è necessario «individuare siti e impianti da inserire in una rete integrata ed adeguata, di livello regionale, che consenta di attuare le prescrizioni del piano regionale vigente». Come si vede il sindaco non indica alcun sito nella sua città e se a queste parole aggiungiamo quelle di qualche giorno fa dell'assessore Pinuccia Montanari secondo cui «Roma non avrà mai una discarica», è evidente come dalle parti del Campidoglio siano intenzionati a scaricare il problema altrove, magari proprio nel nord della provincia pontina.
La lettera della Raggi a Zingaretti serve anche a contestare i siti individuati dalla Regione Lazio dopo la sentenza del Tar che ha obbligato, appunto, a indicare le discariche a cui Roma poteva portare i rifiuti. La Regione ha indicato due siti che si trovano nei comuni di Colleferro e Civitavecchia. «Ma - scrive Raggi nella sua lettera a Zingaretti - non hanno alcuna fruibilità nel breve periodo e non potranno portare alcun sensibile contributo allo smaltimento dei rifiuti nella Capitale».
La replica arriva dall'assessore regionale Massimiliano Valeriani: «Sui rifiuti il Campidoglio sta tentando un irresponsabile polverone per nascondere le proprie gravi responsabilità. Attualmente il 100 per cento dei rifiuti trattati della Capitale vengono smaltiti in impianti fuori dai confini comunali, vale a dire circa 2.400 tonnellate al giorno. È per questo che voglio esprimere la mia gratitudine ai tanti Comuni del Lazio, che si stanno facendo carico con grande spirito di solidarietà dei rifiuti della città di Roma - afferma l'esponente della giunta Zingaretti - Oggi la sindaca Raggi ha chiesto con una lettera al presidente della Regione Lazio di indicare siti e impianti, vale a dire discariche, Tmb e termovalorizzatori, dove conferire i rifiuti indifferenziati di Roma. L'Amministrazione capitolina, dunque, non è contraria agli impianti di smaltimento degli scarti non riciclabili, semplicemente non li vuole all'interno dei confini comunali. Una strategia poco solidale e poco rispettosa verso le altre comunità del Lazio e delle altre regioni italiane.

Molti Comuni laziali, infatti, hanno raggiunto oltre il 70 per cento di raccolta differenziata, come Fiumicino, Subiaco e Terracina, che hanno una rilevante estensione territoriale e demografica. A Roma, invece, la differenziata raggiunge appena il 44%, mentre il piano industriale dell'Ama prevedeva di arrivare nel 2018 al 55%: ben undici punti percentuali in meno.

Anche la richiesta di autorizzazione per due centri di compostaggio da parte dell'Ama sono progetti importanti, ma non avranno alcun impatto sulla riduzione dell'enorme volume dei rifiuti indifferenziati della città. Il Campidoglio dovrà fare uno sforzo maggiore per limitare la produzione dei rifiuti e per dare un notevole impulso alla raccolta differenziata: senza questi obiettivi concreti e su larga scala si rischiano criticità ed inefficienze. La Regione ha avviato l'aggiornamento del Piano regionale, ma per avere una prospettiva di medio e lungo periodo è necessaria la collaborazione di tutte le istituzioni del Lazio, compreso il Comune di Roma».