L'Europa che immaginano i candidati pontini alle elezioni del 26 maggio è di certo diversa da quella che conosciamo oggi. Servono infrastrutture, una politica estera ed economica diverse. Lunedì  all'hotel Europa (mai location fu più azzeccata) si sono confrontati in tre su 4 invitati: Salvatore De Meo di Forza Italia, Nicola Procaccini di Fratelli d'Italia e Gianluca Macone del Movimento 5 Stelle. Assente Matteo Adinolfi della Lega che ha dovuto dare forfait in quanto convocato a Roma da Matteo Salvini per la foto ufficiale con tutti i candidati alle elezioni Europee. A organizzare il confronto la neonata associazione Terzo Millennio rappresentata da Giulio Mastrobattista, Luigi Greco e Maurizio Guercio.
I due sindaci Procaccini (Terracina) e De Meo (Fondi) hanno fatto leva, nei loro interventi, sull'esperienza maturata come amministratori locali. «In Europa abbiamo riscontrato tante opportunità ma anche molte criticità - ha esordito De Meo - Forza Italia vuole portare più rappresentanti possibile in Europa per far sentire ancor di più il peso dell'Italia. Ritengo che l'esperienza da sindaco mi ha dato modo di conoscere i problemi reali del territorio e vorrei portare quel patrimonio a Bruxelles. Per prima cosa, però, dobbiamo lavorare sulle infrastrutture per il territorio». De Meo ha apprezzato molto l'iniziativa di Terzo Millennio. «Ritengo il confronto, in politica, fondamentale. Fa crescere e imparare».
Nicola Procaccini ha ricordato come la sua vita politica è iniziata «sognando un'Europa dei popoli, che fosse espressione di un sentimento comune. L'errore madronale è stato farla diventare un'Europa fondata sulla moneta, sulla finanza, sull'economia. Noi diciamo che andiamo in Europa per cambiare tutto: intendiamo proprio questo, riportare l'Europa a un'unione che sia prima di tutto di popoli, riscoprendo quelle radici comuni che pure esistono tra i paesi dell'Ue». In questo, Procaccini cita Giorgio Almirante che diceva «che l'Europa o va a destra o non si fa». Il sindaco di Terracina ammette che spesso «i partiti hanno mandato in Europa personaggi a fine carriera o terze linee: bisogna crederci di più e mandare a Bruxelles le persone migliori».
Il candidato del Movimento 5 Stelle ha sottolineato che «l'Europa per noi è quella dei popoli che si abbracciano». Ma fondamentale è il tema economico. «Non è possibile che nell'Unione ci siano distanze evidenti tra stati dal punto di vista fiscale, ad esempio. Non possiamo più tollerare che ci siano dei veri paradisi fiscali dove le aziende vanno, togliendo risorse allo stato di provenienza. Queste discrepanze vanno combattute. Non ci può essere una tassazione diversa da stato a stato. Noi 5 Stelle spesso veniamo visti come quelli che vogliono sfasciare tutto: ma la realtà è ben diversa. I nostri parlamentari europei, lo dicono le statistiche, sono i più presenti e produttivi. Abbiamo rispetto per le istituzioni. Tanto per fare un esempio, qualche giorno fa c'era la riunione dei ministri dell'Interno dell'Ue. Il nostro ministro dell'Interno (Matteo Salvini, ndr) era assente».