Dall'area renziana a quella di Guerini e Lotti. Claudio Moscardelli ha ufficializzato l'adesione alla nuova corrente del Partito democratico "Base riformista", costituita da alcune settimane e che lo scorso weekend ha tenuto la sua prima assemblea pubblica a Montecatini. Tra i leader di questa componente, che di fatto si colloca come minoranza interna al Pd di rito zingarettiano, ci sono l'ex sottosegretario del Governo Renzi Luca Lotti, l'ex capogruppo alla Camera Lorenzo Guerini.
Una componente, questa, che si richiama alla stagione del renzismo senza però coinvolgere il vecchio leader. A Base riformista, come hanno spiegato gli organizzatori della tre giorni toscana, hanno aderito numerosi parlamentari del Partito democratico. Non va infatti dimenticato che i gruppi parlamentari, attualmente, sono in gran parte formati da una classe dirigente vicina all'ex segretario Matteo Renzi (fu lui a stilare le liste alle elezioni del 2018).
«Sono intervenuto ponendo due coordinate per il profilo riformista del Pd - afferma Claudio Moscardelli - il contrasto alle disuguaglianze e il rilancio del sistema delle autonomie locali. Sulle disuguaglianze ritengo fondamentale investire nel lavoro. Vanno sostenuti gli investimenti privati e pubblici e va tagliato di 10 punti in 5 anni del costo del lavoro. In questo modo si dà una spinta potente all'assunzione a tempo indeterminato e la possibilità di avere stipendi più alti».
Altro aspetto su cui Moscardelli s'è pronunciato è quello del sostegno al reddito. «Il sostegno alle famiglie con figli con l'assegno unico universale e servizi per favorire la genitorialità, deve essere uno dei temi principali. Serve una riforma dell'Irpef per aumentare la no tax area e per allentare la pressione fiscale sul ceto medio. Credo anche nella necessità di una proposta per lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo. Esempi sono la collaborazione tra la facoltà di Ingegneria dell'Università Federico II con Apple e Cisco. Oppure la collaborazione dell'Università di Cosenza con il colosso giapponese NTT per il centro di ricerca realizzato in Calabria». Baluardo, poi, delle idee moscardelliane è il sistema autonomie locali: «Serve urgentemente una riforma per dare strumenti normativi adeguati fermi ai primi anni 2000 e maggiori risorse. I Comuni sono la prima linea dello Stato, i più vicini ai cittadini. Ridare forza alle Province con elezione diretta, risorse e competenze. Dimagrire le Regioni e decentrare poteri e risorse a Comuni e Province in alternativa ai maggiori poteri alle Regioni chiesto dalla Lega oltre a trattenere più risorse nelle regioni del nord a discapito del fondo disponibile per lo sviluppo delle aree in difficoltà o più depresse, ossia il centro sud. Salvini fa il nazionalista ma sono sempre la Lega Nord».