Il bilancio preventivo 2020-2022 è stato approvato a maggioranza dopo una lunga maratona in consiglio comunale. Dall'opposizione di centrodestra le parole utilizzate per definirlo non sono state all'acqua di rose: bilancio imposto, preconfezionato, a senso unico. Ma il sindaco di Latina Damiano Coletta lo ritiene un passaggio inderogabile in funzione di servizi necessari da restituire alla città in questa fase di crisi e che ora apre la strada al confronto successivo tra forze politiche e sociali. Fuori da ogni polemica e strumentalizzazione.
Sindaco questo bilancio non è piaciuto a chi doveva condividerlo con voi per dare un segnale di unità politica, perché?
Forse perché non è stato capito che in questa condizione straordinaria ci vuole responsabilità, stiamo gestendo una popolazione che si trova in stato di grande fragilità. Non era il momento di indossare casacche, ma quello di approvare un bilancio, non quello del futuro ma quello che mette in sicurezza la città e ci dà margini di manovra per poter continuare ad erogare servizi essenziali e per far ripartire i cantieri: la biblioteca, le strade, i parchi, la cultura e lo sport. Ora a bilancio approvato avremo la possibilità di fare le variazioni di bilancio procedendo con il cronoprogramma che avevamo ipotizzato. Il tavolo del "Patto per Latina" ha questo scopo e diventa lo strumento di condivisione e di confronto in un percorso di democrazia partecipativa. Per questo ho chiamato uno per uno tutti i rappresentanti politici. E avevo chiesto di non presentare emendamenti.
Questa richiesta però è stata poco compresa e interpretata da parte delle minoranze come una ingerenza.
Con la veemenza e lo spirito del padre di famiglia volevo evitare strumentalizzazioni e che risaltassero aspetti che i cittadini non avrebbero capito come spostare la piccola quota su quel settore o quell'altro. Tra l'altro il 50% degli emendamenti ha avuto pareri tecnici negativi e non stavano in piedi. Città medio grandi come Cremona, Reggio Emilia, Bergamo hanno fatto la stessa scelta di un fondo di mutuo soccorso approvando il bilancio in mezz'ora in accordo con l'opposizione. Ringrazio chi ha capito questa linea di responsabilità verso la città, Pd e Gruppo misto, che nei loro interventi hanno dato ragione a una condizione che era alta e altra nel senso che rispondevano a quel senso di responsabilità e impegno che chiedevo.
E' stato detto che non ci sono somme legate all'emergenza Coronavirus.
Non è così, in questo bilancio ci sono 1,2 milioni in più per i servizi sociali, un milione in più per i servizi agli anziani, 1,5 milioni in più per l'inclusione sociale, 700mila euro in più per i disabili. Non c'è scritto «emergenza covid», ma di fatto già si parte con 3 milioni in più da dedicare all'emergenza Covid legata al coronavirus.
Avere investito dall'inizio sui servizi sociali ha pagato?
Assolutamente sì e lo definirei proprio un bilancio sociale: oggi avere un settore welfare già rodato e performante è un vantaggio per la città. Lo abbiamo visto anche sul fronte dei buoni spesa con 3000 richieste in fase di istruttoria che stiamo vagliando e un sistema che è già un modello regionale, con l'interessamento di comuni vicini come Roma. Abbiamo soldi e risorse che vanno nella direzione dell'emergenza Covid con due piani paralleli da gestire, quello sanitario, di pertinenza della Asl, a cui rinnovo i miei ringraziamenti per il lavoro svolto e sul quale l'apporto del Comune è necessario e il piano sociale, il fronte a cui stiamo rispondendo sia nell'immediato sia nel medio termine per dare alla città strumenti per ripartire.
Cosa ci sarà nel fondo Latina per Latina?
Il fondo deriva dalle quote capitale dei mutui, 1,5 milioni su cui lavoreremo insieme con il contributo di tutti, armonizzando i sostegni di Governo e Regione per interventi di carattere sociale e economico, soprattutto a sostegno delle piccole e medio imprese. Dobbiamo evitare che le piccole imprese commerciali chiudano. Gli interventi che si potranno fare per il commercio non saranno operazioni assistenziali ma di supporto e garanzia alla ripresa e allo sviluppo su un piano strategico più ampio. Nel frattempo è già partito un piano strategico coordinato da Paolo Marini che avrà il compito di definire gli indirizzi della città alla luce del fatto che ora è una Latina diversa che dobbiamo gestire. Questa emergenza potrebbe essere l'occasione per bonificare un sistema impaludato sostituendolo con uno al passo con la tecnologia e che renda Latina una Smart city europea.

Come riprenderà il dialogo con chi ha definito il bilancio «una farsa che ha cassato a priori ogni forma di dialogo costruttivo»?
Non voglio cadere in queste schermaglie, le trovo fuori luogo e fuori tempo. Avevo apprezzato l'equilibrio dell'intervento del senatore Calandrini e ho trovato disponibilità nei primi incontri del tavolo con i partiti. Incontrerò tutte le parti politiche, anche quelle che non sono rappresentate in consiglio comunale, come Italia Viva e 5 Stelle. La politica tutta deve saper fare passo indietro per fare tutti insieme un passo avanti. Ora dobbiamo lavorare sulle opportunità insieme alla speranza. Questa esperienza ci ha insegnato il valore della solidarietà per il quale nessuno deve restare indietro.