Non è una mera questione di numeri, quella che si cela dietro il primato dell'ospedale Santa Maria Goretti nella classifica italiana per trattamento dell'infarto miocardico acuto. Certo, spesso è soltanto sui numeri che si concentrano le classifiche nazionali e mondiali, e all'apparenza sono proprio questi ad aver elevato il Goretti a primo ospedale italiano per numero di interventi in questo determinato settore. A rivelarlo, nella giornata di ieri, è stata la Società Italiana Cardiologia ed Emodinamica, nella cui rilevazione mette nero su bianco i 509 trattamenti eseguiti nell'ospedale di Latina nel 2019, seguito dall'Ospedale del Mare di Napoli (486) e dall'Aorn Cardarelli sempre di Napoli (415). 

Ma, come si diceva, dietro ai numeri c'è di più: c'è un'eccellenza rappresentata dal Reparto di Cardiologia del professor Versaci, ma c'è un'intera rete che funziona a dovere, i cui ingranaggi coincidono perfettamente e senza i quali non sarebbe possibile eseguire questo gran numero di interventi di successo. A svelare cosa si nasconde dietro questo successo ci ha pensato la Asl, questa mattina in una conferenza via web presieduta dal direttore generale Giorgio Casati, dal direttore sanitario Giuseppe Visconti e dal direttore della Uoc Cardiologia, Francesco Versaci. 

"Il Goretti è il primo ospedale per trattamento dell'infarto, sulla base delle elaborazioni - ha esordito Casati - ma è anche il primo ospedale per infarti trattati in angioplastica. Questo è determinato da una capacità di intervento diffusa nel sistema sanitario". Infatti, come sottolineato anche da Visconti prima e da Versaci poi, al netto di un'eccellenza innegabile quale è la Uoc di Cardiologia, senza un intero sistema efficiente, un risultato del genere non sarebbe mai stato raggiunto. "Qui non esiste un attore principale - ha dichiarato il professore Versaci - Ci si muove tutti insieme. Da quando ho preso servizio, nel 2016, ho avuto la possibilità di seguire un bel progetto, la cui direzione strategica ha creduto molto. Siamo partiti dalle cose buone e abbiamo stravolto quelle che non funzionavano. Abbiamo seguito questo input coinvolgendo tutti gli attori e portando a casa risultati davvero molto buoni. Non è tanto il numero o la posizione in classifica a renderci orgogliosi, quanto la qualità del risultato". 

E come si raggiunge questo risultato? Tramite la rete, per l'appunto. Già la fase del trasporto del paziente in ospedale è essenziale. Il 118, infatti, tra la presa in carico del paziente e il trasporto al Goretti, fornisce all'ospedale tutte le prime diagnosi prese sul posto, così che i medici della Uoc possano farsi trovare preparati. Da questo input, l'appello della Asl: ancora in troppi pensano che chiamare il 118 sia - erroneamente - una perdita di tempo, mentre portare il familiare al Pronto Soccorso con i propri mezzi sia più rapido. Ma proprio in virtù del fatto che già il trasporto rappresenta la prima fase del trattamento, la chiamata al 118 risulta essenziale ai fini della buon esito della cura del paziente.