È stata eseguita con successo, presso l'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, una broncoscopia nella Sala Ibrida, che a pochi mesi dall'inaugurazione segna già un importantissimo traguardo. Infatti, il nuovo sistema di guida denominato Ct Cone Beam (Cbct) ha permesso la biopsia polmonare durante la visione radiologica tridimensionale attraverso la sovrapposizione dell'immagine Tac e fluoroscopia live su tre piani (assiale, coronale e sagittale). Termini tecnici, ma facilmente traducibili: significa che la metodica utilizzata grazie alla nuova tecnologia, ha permesso di identificare rapidamente l'area di interesse, grazie anche a software dedicati, così da centrare in sicurezza il target e ottenere materiale istologico adeguato per la corretta identificazione del tumore polmonare. 

"Il tumore polmonare è tra le cinque neoplasie più frequenti in Italia e rappresenta la prima causa di morte oncologica nella popolazione generale. La diagnosi precoce è essenziale per migliorare la sopravvivenza. L'innovazione tecnologica degli ultimi anni ha permesso l'identificazione di tumori polmonari di dimensioni ridotte e la possibilità di diagnosticarli in fase precoce rendendo più efficaci i trattamenti chirurgici o combinati (chemioterapia/radioterapia)" spiega la Asl di Latina, in una nota. E ora, grazie alla tipizzazione accurata della neoplasia (ossia la definizione precisa del tipo di tumore) è possibile avviare il paziente ad una terapia personalizzata (medicina di precisione).

"Questa procedura è stata resa possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare tra le Unità Operative del Goretti, la Pneumologia (dottoressa Antonella Sarni), la Radiologia Interventistica (dottor Cesare Ambrogi) e l'Anestesia e Rianimazione (dottor Carmine Cosentino) - prosegue la nota - Il miglioramento della diagnostica pneumologica è tra gli obiettivi del percorso diagnostico-terapeutico del tumore polmonare aziendale (PDTA) la cui piena attuazione permette di effettuare diagnosi precoci e di ridurre i tempi che intercorrono tra il sospetto clinico, la diagnosi e l'inizio delle terapie. La Sala Ibrida è una sala chirurgica versatile dotata di ampi spazi, implementata con un sofisticato macchinario radiologico che permette di studiare  e curare il paziente con tecniche radiologiche , angiografiche e TAC, tutto attraverso lo stesso dispositivo tecnologico. I vantaggi offerti dalla sala ibrida consentono a diverse equipes chirurgiche di operare contemporaneamente o in rapida successione su pazienti complessi quali i politraumatizzati. Il risultato è quello di una più rapida gestione terapeutica con conseguente  immediata stabilizzazione del paziente.I principali campi di lavoro della sala ibrida sono la Cardiologia (protesi valvolari, disostruzioni coronariche), la Neurochirurgia (terapia complessa della colonna vertebrale, aneurismi cerebrali , ictus) la Vascolare (protesi addominali e toraciche complesse) la Radiologia Interventistica. La Sala Ibrida comporta necessariamente una diversa organizzazione del lavoro, favorendo l'integrazione tra le varie discipline".