Gli indicatori utilizzati per lo studio sulla Qualità della vita dell'Università La Sapienza di Roma e pubblicati da Italia Oggi non sarebbero completamente attendibili. Questo è quanto emerge da una nota diramata dalla direzione generale della Asl di Latina, colpita direttamente dall'indagine che fa crollare la provincia pontina al penultimo posto per quanto riguarda il "Sistema Salute".
«Allo scopo di riflettere su un sistema così complesso come la salute, composto di molti aspetti tutt'altro che trascurabili, sarebbe stato auspicabile che in tale indagine venissero utilizzati parametri riconosciuti e già disponibili tanto a livello nazionale quanto regionale» si legge nella nota della direzione generale dell'Azienda guidata dal direttore generale Giorgio Casati. Per spiegare la propria tesi, la Asl parte dalla definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che riconosce la "Salute" come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come una semplice assenza di malattie e infermità», che nell'indagine verrebbe invece sostituita da indicatori di benessere soggettivo. In termini tecnici, la Asl contesta il fatto che l'indagine utilizzi come parametro le sole risorse a disposizione del territorio, misurate in posti letto, personale, tecnologia e così via, invece che lo stato di salute generale dei cittadini.
E non è tutto, perché «tra gli indicatori utilizzati - prosegue la nota - non si trova nulla sui programmi di prevenzione e di promozione degli stili di vita, di accessibilità alle cure intermedie sul territorio (Rsa, Hospice, Assistenza Domiciliare), di programmi per il reinserimento lavorativo dei pazienti con disturbi mentali», solo per citarne alcuni.
Poi la Asl accende i riflettori su due parametri in cui Latina eccelle, nonostante sia al penultimo posto per il servizio sanitario: la provincia è 12esima per morti ogni 1.000 abitanti e 11esima per nati vivi ogni 1.000 abitanti. Insomma, secondo l'indagine da una parte il sistema salute non funziona, ma dall'altra le nascite ci sono e le morti sono poche.
Ma le incongruenze trovate dalla Asl non finiscono qui. Per esempio, sempre nell'indicatore Sistema Salute, Latina risulta 46esima per il numero di posti letto di oncologia ogni 1.000 abitanti. «Un riconoscimento, considerati i piazzamenti su altri parametri, da valutare positivamente - spiega l'azienda - Tuttavia anche questo è da rileggere: le terapie oncologiche sono sempre più di tipo ambulatoriale. Latina è sede di una delle sperimentazioni maggiormente significative per la chemioterapia ambulatoriale (Casa della Salute di Aprilia) ed è intenzione della Direzione Aziendale svilupparla ulteriormente».
Per concludere, «la sanità è un oggetto complesso dove l'offerta genera domanda - conclude la Asl - e dove sono l'appropriatezza e la professionalità degli operatori, non il volume complessivo di risorse, a rendere una struttura o un Sistema migliore di altri».