Continua la battaglia in favore del reparto di Pediatria dell'Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno. Non c'è da stare sereni dopo la soluzione tampone che ha impedito la chiusura prevista per il 18 settembre. Le innumerevoli proteste per l'ennesimo depotenziamento della struttura ospedaliera del litorale, l'unica tra Latina e Ostia, ha sollevato un polverone di polemiche. In campo è scesa la politica locale tutta, le associazioni e i cittadini. Alla fine la soluzione è stata trovata con il reparto che resterà aperto grazie a una convenzione stipulata con l'ospedale Bambino Gesù di Roma che fornirà i pediatri necessari per consentire al reparto di svolgere normale attività, ma solo fino a dicembre.
Per questo la guardia resta alta e si cercano soluzioni a lungo termine. Intanto proseguono le polemiche con uno striscione di Forza Nuova esposto proprio sulle mura del Riuniti. «E' assurdo - riferisce la coordinatrice locale Michela Ramaglioni - che di fronte a un simile scempio le amministrazioni locali tacciano. La chiusura di Pediatria e del punto nascite di Anzio significherà spostare ai Castelli servizi essenziali, cosa che, in caso di emergenze, potrebbe costare la vita. Infatti, i cittadini saranno costretti ad andare ad Aprilia, a Latina o ad Albano; ciò accade nonostante l'ospedale di Anzio abbia un bacino di utenza di 100000 persone. È chiaro, dunque, che si tratta di scellerate e sconsiderate scelte politiche, volte a penalizzare deliberatamente il litorale a sud di Roma, con un ammanco enorme e gravissimo in termini di servizi essenziali per i cittadini».
Per scongiurare il pericolo di chiusura del reparto giovedì è previsto un incontro in Regione Lazio a cui prenderanno parte i Sindaci di Anzio e Nettuno, Candido De Angelis e Alessandro Coppola a cui un mese fa il direttore sanitario della Asl Roma 6 Narciso Mostarda aveva promesso investimenti e fornito rassicurazioni sulla struttura anziate, evidentemente disattese. I due primi cittadini incontreranno i vertici dell'azienda sanitaria che ha lamentato la carenze di pediatri, ma anche il calo delle nascite nell'ospedale di Anzio. Un calo, però, dovuto anche alla mancanza di investimenti in apparecchiature e risorse che non permettono all'ospedale del Litorale di essere "competitivo" con le strutture di Roma o con il nuovo ospedale dei Castelli, meglio attrezzati e in grado anche di garantire alle neo mamme un pronto intervento in caso di problemi del bambino alla nascita.
Insomma, c'è da scommettere che i Sindaci faranno sentire la loro voce contando anche che l'Asl Roma 6 a fine anno uscirà dal Commissariamento che ha penalizzato assunzioni di medici e personale infermieristico e investimenti in questi ultimi dieci anni.