Presenze in calo del 50% su tutto il weekend con picco di "movimento" intorno alla mezzanotte di sabato, bottiglie di birra in vetro arrivate "da fuori" dopo la chiusura dei circoli o mentre gli stessi erano ancora aperti, nessuna rissa o aggressione.
Sono questi i tre dati che emergono dai racconti dei ragazzi che frequentano i vicoli della città vecchia ma anche da quelli di alcuni gestori dei locali, che sia in loco sia su Facebook raccontano di un fine settimana a scartamento ridotto in termini di movida.
Partiamo da un dato di fatto: tra venerdì e sabato notte tanti ragazzi hanno scelto di non raggiungere il Borgo. E questo non accadeva da anni. Di conseguenza, oltre a produrre - almeno per ora - il "coprifuoco" all'una di notte e lo spostamento di chi frequentava il Borgo in questo orario in altre zone, l'ordinanza di Casto che intima la chiusura dei locali e dei circoli privati all'una di notte, il divieto di assembramenti e produzione di rumori oltre quell'orario e altro ancora, ha portato a una movida dimezzata.
Parlano i giovani
A testimoniarlo sono i racconti dei ragazzi: abbiamo parlato con alcuni di loro ieri mattina, dopo la Messa delle 11 a Santa Barbara, Parrocchia della zona che - probabilmente - "vanta" il maggior numero di ragazzi che animano le sue attività. Dalle loro voci si evincono due cose: la prima riguarda lo scarso movimento durante tutta la serata di sabato «salvo - spiegano - attorno a mezzanotte, quando per una mezz'ora c'era un po' più di gente»; la seconda vede la mancanza di coloro che «venivano da fuori». Il motivo è semplice: «Conosciamo diversi nostri coetanei - spiegano una ragazza di 22 anni e un giovane di 23 - che venivano a Nettuno dalle città vicine. Raggiungevano il Borgo attorno a mezzanotte e poi si trattenevano a chiacchierare per qualche ora. Adesso vanno altrove. E non perché debbano spaccare tutto o ubriacarsi, ma poiché spostarsi in macchina da Aprilia, Cisterna o Latina, impiegare mezz'ora di viaggio, trovare parcheggio, attendere di essere serviti al locale e dover essere mandati via all'una di notte non è la cosa più piacevole del mondo. A questo punto preferiscono altri locali del litorale».
Il parere dei gestori
Singolare anche il punto di vista di coloro che gestiscono i circoli privati. Su Facebook, nei vari gruppi in cui si discute sulla città, si parla di incassi dimezzati, di attività "costrette" a mettere a riposo dei lavoratori, di speranze. Già, speranze, perché all'orizzonte si profila la Festa in onore di Nostra Signora delle Grazie, che richiama in città migliaia di persone. E qui, come si dice da queste parti, casca l'asino. Facciamo due conti: la processione di sabato 6 maggio, male che vada, terminerà a San Giovanni intorno alle 23.30. Qualcuno potrebbe decidere di andare a cena in qualche ristorante del Borgo: all'una di notte, anche se starà gustando un buon pesce locale, dovrà essere mandato via. Qualcun altro vorrà trascorrere un paio d'ore con gli amici, magari bevendo un cocktail: beh, all'una dovrà fare fagotto e cambiare locale, magari spostandosi poche centinaia di metri più in là, magari da chi può tranquillamente servire alcol in vetro e cibo, senza incorrere nell'ordinanza "coprifuoco".
Insomma, una situazione paradossale, che secondo gestori dei locali e giovani dovrebbe vedere un ripensamento, magari estendendo di nuovo l'orario di chiusura e intensificare i controlli che, va comunque detto, dopo l'una sono effettivamente andati in scena anche nell'ultimo fine settimana.