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L'indagine

Frode fiscale da un milione di euro, indagati Luciano Iannotta e il prestanome

La scoperta della Guardia di Finanza, una società emetteva false fatture e non versava l’Iva. Aveva anche acquisito un immobile già sequestrato all'imprenditore

Frode fiscale da un milione di euro, indagati Luciano Iannotta e il prestanome

Mentre gli veniva applicata la misura di prevenzione patrimoniale che ha portato alla confisca di 50 milioni di euro di beni, tuttora all’esame della Corte d’Appello di Roma, l’imprenditore sonninese di 54 anni Luciano Iannotta avrebbe imbastito una frode fiscale che si è trascinata fino al 2024 e gli avrebbe consentito di intascare, in maniera illecita, un milione di euro circa grazie all’evasione dell’Iva praticata con una società del suo gruppo, attraverso un collaudato sistema di false fatturazioni. Lo hanno scoperto gli investigatori della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta tuttora in corso, che ha portato all’applicazione di un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal giudice delle indagini preliminari Barbara Cortegiano, per beni e valori pari all’equivalente dell’imposta evasa, appunto un milione di euro circa. Iannotta risulta indagato insieme all’amministratore della società, un uomo di Sonnino ritenuto essere un suo prestanome.

L’indagine condotta dai finanzieri della Compagnia di Terracina è scaturita da un accertamento fiscale nei confronti di una società che in passato aveva orbitato nella galassia di imprese riconducibili a Luciano Iannotta, ancora a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di beni, davanti al collegio penale del Tribunale di Latina, per l’operazione Dirty Glass della Questura che aveva portato al suo arresto nel settembre del 2020. Nell’ambito della nuova inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, basata su attività tecniche e analisi dei documenti societari, è emerso che l’imprenditore era l’amministratore di fatto di una società coinvolta nella commercializzazione di prodotti realizzati in vetro, in passato legata agli affari condotti da Iannotta attraverso una storica azienda pontina specializzata nella produzione di barattoli e bicchieri di vetro. Secondo i finanzieri, aveva cercato di eludere gli accertamenti affidando l’incarico di amministratore a un insospettabile soggetto che in passato non aveva mai avuto incarichi formali nel suo gruppo.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare il ruolo di controllo che Iannotta esercitava su questa società, ma anche e soprattutto di svelare che tra il 2020 e il 2024 questa impresa ha emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti simulando un volume d’affari di due milioni di euro, sfruttato per intascare un milione di euro circa attraverso l’evasione dell’Iva. Tra l’altro la Guardia di Finanza ha scoperto che la stessa società utilizzata per l’evasione fiscale aveva acquisito, in prossimità dell’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di Iannotta, uno degli immobili già oggetto di sequestro e confisca nei suoi confronti, situato nel territorio di Sonnino. I finanzieri ritengono che la vendita sia stata un’operazione fittizia, utile per drenare fondi dalla società beneficiaria delle false fatturazioni, destinata a fallire sotto il peso dell’evasione fiscale.

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