Il commento
14.07.2025 - 05:22
Jannik Sinner bacia la coppa di Wimbledon
Doveva nascere tra le Alpi, l’uomo che di lì a poco avrebbe riportato la chiesa al centro del proprio paese. Doveva nascere a San Candido, in Val Pusteria, lì dove - come scherzosamente ha sempre detto Paolo Bertolucci - la cicogna ha avuto modo e tempo per valicare le Alpi e venire dall’altra parte, la nostra. Una pagina storica quella che ieri Jannik Sinner ha scritto sui verdi prati di Church Road, lì dove le fragole con panna e la visione celestiale del tennis, rappresentano un comune denominatore inossidabile. Wimbledon è azzurro, come il cielo che ha fatto capolino ieri, come nelle due settimane più belle della nostra storia sportiva, sopra i verdi prati tanto cari alla Regina Elisabetta, per colpa di quel ragazzo perbene, che conosce due parole: allenarsi e migliorarsi. E che ieri, intorno alle 20.30 italiane, le 19.30 a Londra, ha alzato quella coppa dorata che nessun italiano, prima di lui, era mai riuscito a fare propria. Emozioni infinite, brividi lungo la schiena dello scribacchino di turno, come di chi ama questo ragazzone di 23 anni, dai capelli rossi, dall’animo gentile e dall’educazione imbarazzante.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione