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Calcio in lutto

La Fiorentina piange il suo presidente: è morto Rocco Commisso

Verrà osservato, per volere della Figc, un minuto di silenzio su tutti i campi

La Fiorentina piange il suo presidente: è morto Rocco Commisso

Firenze si è svegliata, sabato mattina 17 gennaio, attonita, colpita da una notizia che ha scosso nel profondo l’intero mondo viola. Rocco B. Commisso, presidente e proprietario dell’ACF Fiorentina, è morto nella notte negli Stati Uniti all’età di 76 anni dopo un lungo periodo di cure. A darne l’annuncio è stato lo stesso club con una nota ufficiale che trasuda dolore e commozione.

Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso, con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato presidente ci ha lasciati e oggi tutti ne piangiamo la scomparsa", si legge nel comunicato.

Una notizia temuta, ma che in città nessuno voleva davvero accettare. Le condizioni di salute del presidente erano note da tempo, eppure a Firenze restava viva la speranza di rivederlo presto: di nuovo accanto alla squadra, ai dirigenti, ai tifosi che in lui avevano sempre riconosciuto un carisma fuori dal comune e una visione imprenditoriale solida, concreta, profondamente legata ai valori del lavoro e dell’identità.

Nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre 1949, Rocco Commisso era emigrato da bambino negli Stati Uniti insieme alla famiglia. Proprio oltreoceano aveva costruito una straordinaria carriera imprenditoriale, diventando uno dei protagonisti del settore delle telecomunicazioni con la fondazione di Mediacom, azienda cresciuta fino a trasformarsi in uno dei colossi mondiali dei sistemi via cavo. Secondo Forbes, nell’ottobre 2023 il suo patrimonio era stimato in circa 8 miliardi di dollari.

Il calcio, però, era sempre rimasto una passione profonda. Dopo l’acquisto dei New York Cosmos nel 2017, la vera svolta sportiva arrivò il 6 giugno 2019, quando Commisso rilevò la Fiorentina, salvandola da una situazione finanziaria complessa e restituendole stabilità, orgoglio e prospettiva. Da quel momento iniziò una nuova era per il club viola, fatta di investimenti, riorganizzazione e di un legame sempre più stretto con la città.

Il sogno di un trofeo, inseguito con determinazione, rimane uno dei rimpianti sportivi della sua presidenza: due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia hanno sfiorato un traguardo che avrebbe coronato il suo progetto. Anche nell’ultima estate, nonostante le difficoltà, Commisso aveva dimostrato la volontà di crederci fino in fondo, investendo oltre 92 milioni di euro sul mercato per regalare soddisfazioni ai tifosi nell’anno del centenario del club. La sua scomparsa è arrivata in un momento sportivamente delicato, rendendo il vuoto ancora più profondo.

Ma l’eredità di Rocco Commisso va ben oltre i risultati sul campo. Il suo lascito più tangibile e simbolico è il Viola Park, inaugurato nell’estate del 2024 e da lui sempre indicato come il progetto di cui andava più fiero. Un centro sportivo imponente, oltre 20 ettari e 12 campi di allenamento, con strutture mediche all’avanguardia, palestre, spazi dedicati al settore giovanile e alla squadra femminile. Un investimento complessivo di circa 120 milioni di euro, pensato come “la casa della Fiorentina” e destinato a portare per sempre il suo nome.

Il Viola Park incarna perfettamente l’idea di futuro di Commisso: attenzione ai giovani, programmazione, strutture prima ancora dei risultati. Un amore autentico per Firenze e per la Fiorentina, mai nascosto, sempre rivendicato con orgoglio.

Con la sua scomparsa se ne va non solo un presidente, ma un uomo che ha segnato un’epoca recente della storia viola. Firenze oggi lo piange, consapevole che il suo nome resterà inciso non solo sulle infrastrutture e nei bilanci, ma soprattutto nella memoria collettiva di una tifoseria che in Rocco Commisso aveva ritrovato un punto di riferimento, un padre severo e appassionato, un sognatore concreto.

La Fiorentina, da oggi, è un po’ più sola. Ma il cammino che Commisso ha tracciato resta lì, come una promessa da onorare. Il cordoglio della Figc, della Lega calcio e di tutte le società del massimo campionato

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