Tennis, Australian Open
30.01.2026 - 15:43
Ancora lui. Sempre lui. Novak Djokovic dimostra una volta di più perché il termine eterno non è un’esagerazione quando si parla di lui. A 39 anni, che compirà il prossimo maggio, il campione serbo conquista la 38ª finale in un torneo del Grande Slam, un numero impressionante che racconta meglio di qualsiasi parola la grandezza di una carriera semplicemente irripetibile.
Nella semifinale degli Australian Open, Djokovic ha superato Jannik Sinner, campione uscente delle ultime due edizioni del primo Slam della stagione, al termine di una maratona epica di 4 ore e 15 minuti, chiusa con il punteggio di 3-6, 6-3, 3-6, 6-4, 6-4.
Per Sinner resta l’amarezza di alcune occasioni mancate. In particolare nel secondo set, dove non ha sfruttato diverse palle break che avrebbero potuto cambiare l’inerzia del match, e soprattutto nel quinto set, quando le tre chance per portarsi sul 3-1 avrebbero potuto mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale. L’azzurro non ha giocato il suo miglior tennis, ma ha avuto le sue opportunità: contro Djokovic, però, sbagliare nei momenti chiave spesso significa pagare il conto.
Alla fine, però, i meriti vanno tutti a Novak Djokovic, che ha dimostrato ancora una volta di essere un campione senza tempo. Numero quattro del mondo, ma con la fame e la mentalità di chi non si accontenta mai, il serbo continua a riscrivere la storia del tennis anche nell’ultimo spezzone della sua straordinaria carriera.
Ora per Sinner sarà il momento di metabolizzare questa sconfitta e guardare avanti, consapevole di poter competere ai massimi livelli. Per Djokovic, invece, l’appuntamento è con la leggenda: domenica 1 febbraio alle ore 9:00 italiane (le 19:00 a Melbourne) andrà a caccia dell’undicesimo titolo agli Australian Open, affrontando in finale lo spagnolo Carlos Alcaraz.
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