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I Giochi invernali di Milano-Cortina 2026

Emozione azzurra alla sfilata: "Daje Italia"

"Questo è il vostro momento", ha detto il presidente della Fondazione, Giovanni Malagò

Emozione azzurra alla sfilata: "Daje Italia"

Il presidente Mattarella in tribuna a San Siro

C'è chi balla, chi saluta, chi fa foto e video che valgono un ricordo eterno. La cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina è tutta anche nelle emozioni degli atleti, "gli eroi" come vengono chiamati a San Siro al termine della parata. Una sfilata particolare, divisa tra quattro sedi olimpiche (la parte più corposa degli atleti al Meazza, gli altri tra Cortina, Livigno e Predazzo), ma che ha avuto il merito di rimettere al centro i protagonisti, dopo quella meno fortunata di Parigi 2024. Anche se con qualche situazione particolare, come le tanti nazioni (a partire dalla Grecia, la prima ad essere chiamata) che a San Siro non hanno visto sfilare nessun atleta né bandiera, non avendo nessuno a Milano. Ogni Paese ha comunque scelto due portabandiera, una donna e un uomo, divisi tra le varie sedi. È servita poco più di un'ora per vederli passare tutti. Gli oltre 60mila presenti al Meazza hanno applaudito, fischiato (nel caso di Israele e più sonoramente quando le telecamere hanno inquadrato il vicepresidente statunitense JD Vance) e gioito con tutti gli atleti protagonisti. Ovviamente la più grande ovazione è arrivata per l'ultima delegazione, quando è toccato all'Italia: accolti dall'aria "Largo al factotum", tratta da "Il barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, gli azzurri tra sorrisi, "cinque" ai volontari, selfie e video hanno sfilato dietro Arianna Fontana e Federico Pellegrino. Dalla tribuna autorità venivano salutati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala sventolava una sciarpa tricolore muovendosi al ritmo di musica accanto al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. "È stato davvero emozionante, mi stavo commuovendo, poi è arrivato Chicco (Pellegrino, ndr) che mi ha abbracciato. È stato bello, prima di entrare abbiamo cantato tutti insieme, i ragazzi ci hanno dato una carica enorme. Poi appena sono entrata, vedere San Siro stracolmo di gente, il saluto del presidente Mattarela, è stato qualcosa di unico"", le parole di Arianna Fontana. "Mamma mia, che figata. Quando siamo entrati dentro è stato proprio bello, non pensavo una cosa così", ha commentato Federico Pellegrino dopo la sfilata. "Ho perso il senso dell'orientamento, non mi aspettavo una cosa così forte, sono senza parole. Indimenticabile". A Cortina, invece, il fuoriprogramma è stato rappresentato dai portabandiera, con Amos Mosaner che ha fatto salire sulle sue spalle Federica Brignone che sventolava l'enorme tricolore nella fredda serata cortinese. Una sfilata variopinta, non solo per le scelte delle varie nazioni, ma anche per l'abbigliamento diverso considerando le temperature tra Cortina, Livigno e Predazzo. Emozioni ma anche tanti sorrisi, oltre a balli e anche salti mortali come quelli di alcuni atleti brasiliani. Il Giappone, invece, ha scelto di omaggiare il Paese ospitante portando una doppia bandierina giapponese e italiana. Ma finite le emozioni, da domani si torna in pista: "questo è il vostro momento", ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò durante il suo discoro. Gli atleti sono pronti a diventare i protagonisti, perché adesso ci si gioca tutto per le medaglie.

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