L'intervista
08.02.2023 - 12:30
Batte il cinque a Morandi e ad Amadeus, ringrazia il pubblico e se ne va dietro le quinte con i fiori in mano e la sua giacca rossa brillante. Ariete, la cantautrice di Anzio Arianna del Giaccio, si è esibita ieri al Festival di Sanremo con la sua canzone "Mare di guai" scritta insieme a Calcutta. Il palco dell'Ariston crea emozione, ed Ariete lo era visibilmente, ma subito si è impadronita della scena con la sua ballata dedicata a una ragazza e alla fine di un amore. Sull'edizione odierna di Latina Oggi l'intervista ad Arianna, che nella classifica provvisoria della prima giornata del Festival si è piazzata all'undicesimo posto. Primo Marco Mengoni con "due vite".
Ariete, sei in gara per la prima volta al Festival di Sanremo con "Mare di guai". Come nasce questo brano?
Il palcoscenico del teatro Ariston è da sempre quello più ambito per ogni musicista. Ci racconti le tue emozioni nel salire su quel palco?
«È incredibile. Sono emozionata il giusto, quando ho fatto le prove con l'orchestra è stato bellissimo perché ti avvolge, è quasi una coccola. Non voglio vivermela con troppe aspettative, il mio vero obiettivo è cantare bene, divertirmi e rimanere fedele a me stessa».
Per la serata delle cover ti esibirai insieme a Sangiovanni con "Centro di gravità permanente". Come nasce la scelta di questo brano e di questo feat?
«Con Sangiovanni siamo amici da tempo, l'ho seguito a Sanremo l'anno scorso, e sono felice di avere lui come compagno di viaggio anche se solo per una sera. Invece, per la scelta della cover, sono andata su Battiato perché i miei genitori lo hanno ascoltato tanto quando ero piccola. È un artista a cui sono molto legata e che vorrei omaggiare nel migliore dei modi su un palco così importante».
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