Un oro e quattro argenti in dote da Poznan e tutte di fabbricazione, tanto per cambiare, pontina, con gli atleti dei Gruppi sportivi militari di stanza a Sabaudia, pronti a fare la voce grossa sul bacino polacco in occasione della seconda prova di Coppa del Mondo, passaggio obbligatorio verso il Mondiale di Linz, dove il remo azzurro cercherà di qualificare più barche possibili per Tokio 2020.
Nella rassegna che si è conclusa ieri, l'Italia ha vinto un oro e quattro argenti: 4 medaglie nelle specialità olimpiche (quattro di coppia pesi leggeri, quattro senza senior maschile, doppio pesi leggeri maschile e doppio pesi leggeri femminile), 1 nelle specialità paralimpiche (quattro con PR3 Misto): e il piazzamento al sesto posto nella classifica per Nazioni vinta dall'Australia con 11 medaglie (4-3-4).
Per quanto riguarda le medaglie "Made in Sabaudia" vinte nelle specialità olimpiche, la prima è arrivata dal quattro senza di Marco Di Costanzo, Giovanni Abagnale, Bruno Rosetti e Matteo Castaldo che, dopo una gara dagli alti ritmi e sempre in attacco, per tre quarti di barca si è fermata alle spalle dell'Australia campione del mondo lo scorso anno a Plovdiv.
La seconda medaglia d'argento dall'inossidabile coppia pesi leggeri, Pietro Willy Ruta e Stefano Oppo, che con il doppio hanno condotto la gara per 1500 metri tenendo a bada Germania e Australia e solo sul finale la barca tedesca è riuscita, con un forte serrate, a superare la formazione azzurra. La terza d'argento dal doppio pesi leggeri femminile, di Valentina Rodini e Federica Cesarini, che si sono viste sfilare l'oro dal collo per soli nove centesimi dalla Nuova Zelanda che, dalle retrovie, dopo il passaggio dei 1500 metri, ha superato Cina e Italia spingendo fuori dal podio la Francia.
Dalle finali di ieri sono arrivati, per l'Italia, anche due quinti posti, nel due senza senior femminile (Aisha Rocek e Kiri Tontodonati) e nel singolo femminile PR1 paralimpico (Anila Hoxha): due gare con specialità diverse, ma entrambe accomunate dalla caparbietà di lottare, palata su palata, durante tutta la gara. I due sesti posti sono arrivati, infine, dal due senza senior maschile di Giuseppe Vicino e Leonardo Pietra Caprina, una barca che con formazioni sempre rimaneggiate continua ad essere tra i finalisti di questa specialità olimpica, e dall'ammiraglia, formata da Davide Mumolo, Paolo Perino, Mario Paonessa, Emanuele Fiume, Luca Parlato, Vincenzo Abbagnale, Emanuele Liuzzi, Cesare Gabbia ed Enrico D'Aniello al timone, che oggi ha dimostrato di avere acquisito parte di quella velocità che serve per contrastare lo strapotere di Germania, Gran Bretagna e Canada che si sono divise, nell'ordine, i tre gradini del podio.
Il prossimo appuntamento per la nazionale olimpica e paralimpica è il Campionato del Mondo Assoluto, in programma a Linz (Austria) dal 25 agosto al 1 settembre, valido per le qualificazioni per le Olimpiadi di Tokyo 2020. La nazionale Under 23 parteciperà, invece, al Mondiale di categoria previsto a Sarasota, in Florida, dal 24 al 28 luglio, mentre quella junior disputerà il suo mondiale a Tokyo, come test event olimpico, sullo stesso bacino delle regate a cinque cerchi dal 7 all'11 agosto. Nazionale Junior che sarà in raduno a Sabaudia prima di partire per il Giappone, così com'era accaduto prima degli Europei.