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L'intervento

Scuola ostaggio del cantiere da 11 anni: "Subito la bonifica"

Scapin: “Non è più un semplice ritardo ma un’emergenza sanitaria, bisogna tutelare la salute di cittadini e studenti”

Undici anni di attese, rinvii e promesse mancate. Da oltre un decennio il cantiere per l’ampliamento della scuola di Borgo Faiti, aperto nel 2015, è fermo e abbandonato, trasformandosi da intervento strategico per il futuro dell’istituto in un problema quotidiano per studenti, famiglie, insegnanti e residenti della zona. L’area, destinata all’estensione dell’istituto comprensivo, versa oggi in condizioni di grave degrado: ristagni d’acqua, vegetazione incontrollata, rovi che avanzano fino alle abitazioni confinanti, proliferazione di insetti e animali, soprattutto con l’arrivo della stagione primaverile. Una situazione che desta forte preoccupazione sotto il profilo ambientale e sanitario.

A farsi portavoce del disagio è Paolo Scapin, membro del direttivo del movimento civico Fare Latina e vicepresidente del Consiglio d’Istituto della scuola di Borgo Faiti. “La situazione è diventata insostenibile – afferma – non siamo più di fronte a un semplice ritardo nei lavori, che potrebbe anche essere fisiologico, ma a una vera e propria emergenza sanitaria. L’area del cantiere è completamente abbandonata e rappresenta un rischio concreto per la salute dei bambini e per la qualità della vita dei residenti”. Secondo quanto denunciato da numerosi genitori, gli insetti provenienti dall’area invadono le abitazioni e la scuola, pungendo i bambini. “Le finestre non si possono tenere aperte – prosegue Scapin – e l’acqua stagnante favorisce condizioni igienicamente pericolose. È una situazione che non può più essere tollerata”.

La vicenda si trascina dal 2015, tra stop tecnici, revisioni progettuali e passaggi amministrativi che hanno di fatto congelato l’opera per oltre dieci anni. Nel 2025 l’Amministrazione comunale ha annunciato l’approvazione di un nuovo progetto e l’intenzione di procedere con un nuovo affidamento, con l’obiettivo di riavviare i lavori nel 2026. Un passaggio accolto positivamente dalla comunità locale. “Apprezzo la buona volontà dimostrata dall’amministrazione Celentano, che ringrazio, così come l’impegno dei rappresentanti che hanno effettuato sopralluoghi – sottolinea Scapin – ma come rappresentante dei genitori sento il dovere di evidenziare l’urgenza della situazione attuale. Non mettiamo in discussione il progetto di ampliamento, che riteniamo fondamentale, ma non si può chiedere a una comunità scolastica di convivere ancora per mesi, forse anni, con un degrado così evidente”.

La richiesta è chiara: un intervento immediato di bonifica dell’area, con la rimozione delle acque stagnanti, la pulizia del cantiere, il contenimento della vegetazione e la messa in sicurezza delle parti esposte, in attesa della ripresa effettiva dei lavori. “I bambini – conclude Scapin – non possono pagare il prezzo delle lungaggini burocratiche e i residenti non possono essere lasciati soli a convivere con una zona che, negli anni, si è trasformata in una criticità ambientale e sanitaria”.

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