A Latina, Marina di Minturno e San Felice Circeo si trovano i tratti più fragili e inquinati della costa: è ciò che emerge dall'annuale rapporto di Goletta Verde che ieri ha messo in rete i risultati delle analisi nonché una mappa delle zone a rischio.

Dei 25 punti monitorati lungo tutta la costa laziale, 14 risultano avere parametri oltre i limiti di legge. Di questi, 9 sono stati giudicati «fortemente inquinati» e 5 «inquinati». Maglia nera ancora per canali e foci considerati i principali veicoli con i quali l'inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. I dati sono stati presentati ieri nel corso di una conferenza stampa da Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio Per restare alla provincia di Latina dei dodici punti indagati, tre sono risultati «fortemente inquinati» e tre «inquinati».


Alla prima categoria appartengono i punti nella spiaggia nei pressi di Foce Verde a Latina; nel mare di fronte la foce del Rio Recillo a Marina di Minturno e il punto sulla spiaggia di fronte Rio Torto, (incrocio tra viale Europa e via Gibraleon) a San Felice di Circeo, quest'ultimo era stato anticipato nel corso di un blitz di Legambiente lo scorso 14 luglio. Classificati come «inquinati» due punti a Fondi (alla foce del canale Sant'Anastasia e in mare di fronte alla foce del canale pedemontano tra via Guado I e la strada consortile) e uno a Formia, sulla foce del Rio Santacroce in località Gianola.

Entro i limiti tre punti campionati nel territorio comunale di Terracina: sulla spiaggia a destra della foce del canale Sisto, sulla spiaggia a destra della foce del fiume Portatore e sulla spiaggia di levante adiacente alla darsena del porto. Nessun superamento del limite di legge anche per la spiaggia su via Colombo (all'incrocio con via Doria) a Sperlonga, sul punto in corrispondenza del torrente Lorgato a Gaeta e sullo sbocco del canale a sud della darsena a Marina di Minturno.

Dal gestore idrico è comunque arrivata una precisazione: "Le anomalie rilevate da Legambiente non hanno nulla a che fare con Acqualatina. I depuratori Acqualatina in molto casi non scaricano neanche nei fossi analizzati da Goletta Verde. Gli impianti gestiti dalla Società sono continuamente monitorati, con presidi fissi e sistemi automatizzati di telecontrollo. La buona qualità dell'acqua restituita alla natura è certificata dai controlli effettuati internamente, grazie ai laboratori accreditati di Acqualatina, ed esternamente dalle analisi a cura degli enti terzi competenti. Anche quest'anno i riconoscimenti delle Bandiere Blu ribadiscono un primato dell'ATO4, con 8 località premiate. La Società pone grande attenzione alla depurazione e all'impatto ambientale correlato, ad oggi sono oltre 90 i milioni investiti su fognatura e depurazione.  La Società ribadisce la massima disponibilità per ulteriori verifiche finalizzate a individuare l'esatta provenienza degli scarichi anomali, come già fatto nel passato con la partecipazione a diverse task force di successo".