In arrivo anche a Latina la mannaia delle sospensioni dal servizio per medici e operatori sanitari che hanno deciso di non sottoporsi al vaccino anti Covid. Sarebbero all'incirca un centinaio i dipendenti della Asl pontina che rischiano l'allontanamento dal luogo di lavoro, e ai quali restano soltanto pochi giorni per eventuali ripensamenti, dopodiché l'azienda sanitaria non avrà altra chance che sollecitare la sospensione.
La conferma arriva dal direttore generale Silvia Cavalli, raggiunta ieri telefonicamente nel luogo dove sta trascorrendo il fine settimana prima del rientro in ufficio. «L'attività che abbiamo svolto finora su questo fronte è piuttosto articolata - spiega la Cavalli - perché la Asl si muove su due versanti distinti, quello dell'azienda sanitaria che deve occuparsi di tutte le posizioni dei cittadini residenti che operano in campo sanitario, anche in territori diversi, e quello del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti. Sono due profili che richiedono due iter diversi e che ci costringono a nuovi carichi di lavoro e di attenzione. Comunque siamo ormai quasi arrivati a dama e nel giro di un paio di settimane saremo al passo con il trend regionale dei provvedimenti a carico di chi ha deciso di non volersi vaccinare malgrado presti servizio in campo sanitario».