La sicurezza degli agenti della Polizia Locale di Latina torna al centro dello scontro tra sindacati e amministrazione comunale. FP CGIL Frosinone Latina e CSA RAL Lazio denunciano il silenzio del Comune dopo la formale diffida inviata nei giorni scorsi sulla mancata fornitura dei dispositivi di protezione individuale e degli strumenti di autotutela al personale in servizio.
Secondo le organizzazioni sindacali, nonostante la gravità delle criticità segnalate, l’amministrazione non avrebbe convocato alcun tavolo di confronto né adottato provvedimenti concreti per risolvere la situazione. Un’inerzia che, spiegano i sindacati, desta forte preoccupazione perché riguarda direttamente la sicurezza di lavoratrici e lavoratori impegnati quotidianamente sul territorio.
FP CGIL e CSA RAL ricordano come dotazioni quali giubbotti antiproiettile, dispositivi antitaglio e antipuntura non rappresentino una concessione discrezionale, ma obblighi precisi previsti dal Regolamento Regionale Lazio n. 1/2016 e dal decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La loro mancata fornitura, sottolineano, configura responsabilità dirette in capo al datore di lavoro.
Alla luce del perdurare di una condizione di rischio operativo e dell’assenza di risposte istituzionali, le sigle sindacali hanno annunciato la convocazione di un’assemblea del personale e l’avvio di iniziative di mobilitazione, anche sul piano legale, per tutelare gli operatori della Polizia Locale.
«La sicurezza non è negoziabile – ribadiscono FP CGIL e CSA RAL – e non può essere oggetto di rinvii o silenzi». Oltre alla questione delle dotazioni, i sindacati tornano a chiedere anche interventi urgenti per colmare le carenze di organico, ritenute ormai non più sostenibili.
Una vertenza che rischia di allargarsi e di avere ripercussioni sull’organizzazione del servizio, mentre dal Comune, al momento, non sono arrivate repliche ufficiali.
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