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Il fatto

Giustizia, i saluti del giudice Soana: anni soddisfacenti e complicati

Il magistrato dopo otto anni in servizio nel capoluogo andrà alla Presidenza del Tribunale di Rieti.

Giustizia, i saluti del giudice Soana: anni soddisfacenti e complicati
Nei giorni scorsi l’ultima udienza, mercoledì il saluto ufficiale: ai colleghi giudici, ai magistrati della Procura, agli avvocati,   al personale del Tribunale, ai cancellieri, ai funzionari e a tutte le persone che in questi otto anni hanno avuto modo di lavorare con lui. Ha lasciato un segno e lascia anche un vuoto il giudice Gian Luca Soana, nominato nuovo presidente del Tribunale di Rieti. Ha salutato definitivamente Latina e il Tribunale di piazza Bruno Buozzi dove è stato per otto anni presidente della sezione penale, presidente di Collegio e di Corte d’Assise. 
A salutare il magistrato romano  il Presidente del Tribunale Antonio Masone, il Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli, il Presidente dell’Ordine degli avvocati Gianni Lauretti, il presidente della Camera Penale Giorgio Zeppieri e poi i magistrati della Procura e del Tribunale, gli avvocati, il personale dell’ufficio giudiziario. Tutti hanno espresso parole di apprezzamento professionale e umano per il giudice.   
In questi anni si è occupato di processi importanti e delicati da quando è arrivato a Latina nel luglio del 2018. Dal processo dell’inchiesta Alba pontina della Dda, all’omicidio di Gloria Pompili, fino alla sentenza per il femminicidio di Cisterna con la condanna all’ergastolo per Christian Sodano, alla sentenza dell’omicidio Moro a quella Giuroiu fino al caso Satnam Singh.  «Sono stati anni soddisfacenti ma complicati», ha detto il magistrato, capace  anche in udienza di stemperare la tensione.  L’esperienza di Latina per lui è stata sotto il profilo umano e professionale molto importante. Torna al Tribunale di Rieti dove in passato era stato giudice del dibattimento e delle indagini preliminari per poi andare al Tribunale del Riesame di Roma.  Soana che ha compiuto 60 anni lo scorso primo luglio, è entrato in magistratura nel 1992  svolgendo, prima, le funzioni di pretore del lavoro e penale presso la Pretura di Campobasso. Ha ottenuto durante il suo periodo risultati concreti - sotto il profilo dello smaltimento dell’arretrato -  dimostrando anche una grande capacità nel gestire le udienze.  
«Ha avuto la possibilità di affinare le sue capacità  organizzative portando avanti un’intensa attività diretta a migliorare le funzionalità degli uffici, a ridurre le pendenze e a collaborare con i soggetti esterni al Tribunale per un complessivo, efficiente, funzionamento del settore penale, raggiungendo ottimi risultati in termini di eliminazione dell’arretrato nonostante periodi di oggettiva difficoltà sorti a causa di continui trasferimenti di giudici, redigendo un numero di sentenze superiore a quello dei colleghi della sezione». E’ questo quello che è stato riportato nella delibera del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel suo ultimo giorno in piazza Bruno Buozzi per i saluti ufficiali non sono mancate parole di elogio e apprezzamento, diversi ricordi e infine un applauso.

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