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Il dibattito

L’altra voce delle donne. «Pensiamo ai problemi reali»

La presidente dell’Associazione Valore Donna Valentina Pappacena: «Latina misogina? I dati dicono di no»

L’altra voce delle donne. «Pensiamo ai problemi reali»

Valentina Pappacena

Più che una voce fuori dal coro, una voce con una tonalità più bassa.

Abituata a fronteggiare quotidianamente le questioni che riguardano il mondo femminile, l’inserimento e la tutela delle donne nella società, Valentina Pappacena presidente dell’Associazione Valore Donna, non si è scomposta più di tanto di fronte alla provocazione lanciata dallo striscione inneggiante al Patriarcato, che tanto invece ha scosso l’opinione pubblica locale e nazionale.


Inizialmente ha comunicato il proprio pensiero attraverso un post sul proprio profilo facebook, in cui si comprende un certo distacco dall’interpretazione generalista che è stata fatta dell’accaduto: “Parole che sembrano nostalgia, ma in realtà sono una denuncia – si legge nel post – per secoli alle donne è stato detto che erano amate, protette, rispettate. Ma quell’ “amore” spesso significava controllo, silenzio, obbedienza. Oggi sappiamo che l’amore vero non uccide, non possiede, non cancella”
Frasi certamente più ponderate e controllate rispetto all’ondata di indignazione totale che non ha lasciato il campo a repliche.
Per Valentina la “sorpresa” pontina dell’otto marzo va decifrata: “Sono sincera – dice – il primo impulso è stato legare quello striscione ad una operazione di denuncia forte e anche un po’ nostalgica. Poi sicuramente, c’è da considerare il rischio che invece sia stata solo una stupida provocazione che nasconde altro. Io sinceramente gli ho dato un senso più elevato e più laico, ma ripeto è stata una mia prima interpretazione.


Di sicuro questo fatto ha riportato al centro dell’attenzione il tema del patriarcato, ma vorrei che questo invitasse alla riflessione, non venisse strumentalizzato, come invece è successo”.


In quest’ultimo caso, considerando che non è la prima volta che Latina si trova nell’occhio del ciclone per delle scritte provocatorie (nel 2017 in occasione della sfilata del gay pride, un lenzuolo che inneggiava ad “altra sessualità” fu considerato oltraggioso dell’evento), Valentina si smarca dalle accuse di misoginia e di retaggi fascisti piovute sulla capo della città di Latina: “A noi che, dal 2010, siamo attenti tutti i giorni ai problemi reali delle donne e alle violenze fisiche e morali che subiscono, a noi a cui non piace sfilare solo l’otto marzo ma lavorare costantemente per i loro diritti, non risulta che Latina possa essere additata come la città dell’odio verso le donne, anzi.
I casi più eclatanti si trovano nel sud della provincia o nel nord come ad esempio Cisterna, la città delle tragedie di Alessia e Martina o di Desiree Marottini. Latina non è mai stata, almeno nella sua storia recente, al centro di clamorosi episodi di femminicidio o di patriarcato omicida o violento.
I problemi sono altri, riguardano le mancanze di sussidi, di sostegno e di inserimento. Con Valore Donna ci impegniamo per queste cose reali e quotidiane.”
Lo striscione si rimuove in un attimo, il pregiudizio purtroppo no.

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