Le mareggiate non fanno sconti a nessuno, e soprattutto sono imprevedibili, sia nel manifestarsi che negli effetti che producono. Ma non è per via delle mareggiate che il lungomare nel tratto compreso tra Capoportiere e Foce Verde si presenta nel modo peggiore; dovrebbe essere il biglietto da visita della città, e invece sembra una cantina di casa, dove vanno a finire le cose da nascondere, le peggiori.
Quello che da sempre sfugge ai nostri amministratori, non importa se «di ruolo» o commissari di passaggio, è il fatto che durante l'inverno la spiaggia di Latina è percorsa e frequentata da migliaia di persone, e nonostante questo la cura del luogo è inesistente. E questo può accadere soltanto perché non c'è un'amministrazione che vigili e che si imponga sui privati laddove vi siano evidenze che richiedono interventi immediati, anche a garanzia delle condizioni di sicurezza per i frequentatori della spiaggia.
Prendiamo gli stabilimenti. Alcuni sono pericolanti, e soltanto un paio osservano scrupolosamente l'obbligo (mai venuto meno) di smontare la struttura a fine stagione. L'amministrazione Coletta si era resa disponibile alla cosiddetta destagionalizzazione per venire incontro alle esigenze dei titolari delle strutture, mai troppo propensi a spendere del denaro per lo smontaggio e poi per il rimontaggio dei manufatti; ma il compromesso dell'apertura nei fine settimana, per offrire comunque un servizio ai frequentatori del Lido, non è mai stato preso in considerazione. Così gli stabilimenti sono rimasti quasi tutti al loro posto, ma rigorosamente chiusi, in barba agli accordi, alle promesse, e alla capacità dell'amministrazione di farsi sentire.