Il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, presidente Francesco Caringella, estensore Angela Rotondano riunitosi nella camera di consiglio lo scorso 20 aprile, ha bocciato il ricorso in appello proposto dal Comitato "Per la salvaguardia delle spiagge e del mare della Riviera di Ulisse", contro il Comune di Gaeta e nei confronti del Consorzio Noleggiatori Gaeta, mirato a riformare una precedente sentenza del Tar.

Quest' ultimo aveva dichiarato inammissibile il ricorso dello stesso Comitato contro il silenzio diniego del Comune di Gaeta del 18 dicembre 2020 e successivo sollecito del 18 gennaio 2021 sull' istanza di accesso ad una serie di atti amministrativi, in materia di informazioni ambientali. Parliamo di concessioni, convenzioni, autorizzazioni, a qualsiasi titolo, rilasciate dal Comune di Gaeta relative all'assegnazione delle spiagge libere con servizi, unitamente alla documentazione utile e necessaria a dimostrare e ad attestare la regolarità edilizia urbanistica e la compatibilità con la normativa ambientale, ivi comprese autorizzazioni e altro titolo relativo gli allacci, utenze e forniture, provvedimenti a vario titolo denominati di autorizzazione alla cosiddetta destagionalizzazione delle strutture balneari.

La sentenza del Tar aveva però in particolare, ritenuto carente la legittimazione attiva ad impugnare atti amministrativi incidenti sull'ambiente in capo ad associazioni locali, come eccepito dal Comune di Gaeta, ed anche infondata sotto il profilo oggettivo l'istanza di accesso, perché priva dei requisiti per essere soddisfatta. E dunque il Comitato impugnando la sentenza del Tar aveva poi presentato appello al Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso confermando in pieno quanto sostenuto nel pronunciamento del Tar "in quanto l'istanza di ostensione ha ad oggetto esclusivamente gli atti concessori relativi alle spiagge libere attrezzate, mancando perciò ogni adeguata dimostrazione dell'esistenza di un diretto collegamento tra interesse ambientale e l'interesse addotto a sostegno dell'istanza di accesso.

" Dunque nulla di fatto per il Comitato che non ha diritto all'accesso a quegli atti, con il pronunciamento del Consiglio di Stato secondo cui "la richiesta di ostensione, per come formulata, risulta generica e, riguardando tutta l'attività concessoria relativa alle spiagge libere di Gaeta, adombra un sindacato ispettivo sull'intera attività amministrativa del Comune in materia di gestione del demanio turistico, risolvendosi in un indiscriminato accesso a tutte le pratiche inerenti a quel settore, per finalità estranee alla tutela ambientale, allo scopo di verificare eventuali e non ancora ben definite forme di lesione della sfera dei privati."