Ha ricostruito quello che è accaduto: tra le 23,29 e le 23,45. Sono stati sedici minuti infernali. Quelli di sabato 23 novembre 2024 nel quartiere dei pub. Nell’ordine: il diverbio, la rissa il tentato omicidio. Questa la sequenza che si è consumata ed è stata descritta in Tribunale da un investigatore della Polizia. Da una parte il gruppo del quartiere Q4 e dall’altra i ragazzi del Colosseo. Tutti giovanissimi. In aula nel processo che vede imputati per tentato omicidio Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, due giovani di 20 anni di Latina, ha testimoniato un agente della Squadra Mobile. Sono accusati di aver ferito a coltellate tre coetanei minori. Ha scelto una strada processuale diversa un terzo imputato Mirko Iorio.
I due imputati, difesi dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti e Giuseppe Lisco, entrambi erano presenti in aula. Così come i familiari di uno dei minori feriti che ha rischiato di morire, «è rimasto traumatizzato per quello che è successo» aveva raccontato la madre nel corso della precedente udienza.
«Si sono accaniti contro un minore, questo è riconoscibile dalle immagini perché chi viene colpito indossa un giubbotto azzurro, lo hanno accerchiato e si è trovato davanti Francesco Manauzzi e Mirko Iorio - ha detto l’investigatore in aula - alle spalle Antonio Iustic», e ha mimato il gesto di colpire con un fendente. Prima della sua deposizione era in programma l’audizione di uno dei ragazzi feriti e che ha rischiato di morire ma ha preferito rinunciare. Lo ha spiegato l’avvocato di parte civile Silvia Siciliano. «Il nostro assistito ha manifestato la difficoltà a trovarsi in aula e a reggere lo stress emotivo, si riaprirebbe una ferita profonda. E non è un problema di oggi - ha ricordato - ma di una condizione emotiva». Il processo è partito dall’esame dell’agente di polizia, davanti al magistrato inquirente Giuseppe Bontempo e al Collegio Penale presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia e composto dai magistrati Gabriella Naldi e Roberta Brenda. Ha parlato per oltre un’ora l’ investigatore della Squadra Mobile di Latina che si era occupato delle indagini e ha riscritto il percorso che ha portato a unire tutti gli elementi investigativi. «Abbiamo raccolto diverse testimonianze, abbiamo analizzato le immagini delle telecamere della zona e abbiamo acquisito dai social un video. C’è una prima rissa e poi una risposta e riusciamo a ricostruire la dinamica dell’evento: si affrontano due gruppi: uno del Colosseo e l’altro del Q4 che è il gruppo soccombente e subito dopo si riunisce e all’altezza del Conad city in via Fratelli Bandiera e decide di dare una risposta. Dopo avviene la seconda aggressione ed è quella più cruenta». E’ qui che il poliziotto ripercorre i fatti sempre dall’analisi delle immagini. «Davanti ci sono Manauzzi e Iorio, Justic prende i soggetti alle spalle, tutto dura 15 secondi, sembra che abbiano un oggetto contundente e poi si dileguano». Nell’aggressione nei confronti di un minore, l’investigatore offre un’immagine di quella notte. «I ragazzi si sono accucciati, si abbassano». Nei confronti di uno, il poliziotto usa una parola forte. «Contro di lui si sono accaniti». Nel corso del controesame la difesa di Manauzzi ha messo in evidenza che quando il proprio assistito è andato in Questura per le sommarie informazioni ha firmato il verbale con la mano sinistra perchè alla mano destra aveva un taglio di 20 centimetri. Al termine dell’udienza Manauzzi ha chiesto di accedere al programma di giustizia riparativa su cui il Collegio è in riserva e dovrà decidere. Nel corso della prossima udienza fissata per il 27 febbraio saranno ascoltati tre testimoni della parte civile.