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Il fatto

Minaccia i genitori: spacco tutto e mi faccio arrestare, condannato

La sentenza per un 36enne di Latina. Voleva i soldi per comprare la droga

Minaccia i genitori: spacco tutto e mi faccio arrestare, condannato

E’ stato condannato a due anni, sei mesi e venti giorni. È la condanna emessa ieri dal  giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano nei confronti di un 36enne del capoluogo,  finito in carcere nel settembre  del 2024 nell’ambito di una inchiesta dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Latina e della stazione per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Ieri, difeso dall’avvocato Sandro Marcheselli, si è svolto il processo e l’imputato ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, godendo della riduzione di un terzo della pena. Alla fine, dopo che il pubblico ministero Valerio De Luca aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi, al termine della camera di consiglio il giudice ha emesso la sentenza.  

Nelle carte dell’inchiesta è emerso che l’uomo era uscito dal carcere dopo un periodo di detenzione e sempre perchè si era reso responsabile di reati in famiglia e sempre tra le mura domestiche. I genitori lo avevano accolto in casa: all’inizio la situazione sembrava calma ma poi ha continuato  a chiedere i soldi  fino al punto di minacciare anche i parenti. E’ venuto alla luce - dai riscontri raccolti -  che voleva 100 euro al giorno. Ieri si è svolto l’ultimo atto del processo e al termine della camera di consiglio il giudice ha letto il dispositivo. Nel corso delle indagini  era stato il gip Mara Mattioli ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. «Sfascio tutto. Vi faccio trovare la casa peggio dell’Ucraina», aveva detto l’imputato.   Agli atti dell’inchiesta i messaggi audio e scritti inviati dal telefonino del 36enne alla madre. «Stasera giuro me faccio arrestà, io faccio un bordello». E’ emerso che l’indagato si era presentato in casa di altri familiari chiedendo dei soldi per comprare da mangiare e le sigarette. «Puoi darmi dei soldi o altrimenti vengo a fare casino».  Il gup ha concesso all’uomo la possibilità di scontare la condanna in una comunità di recupero

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