Con un apposito provvedimento firmato dal Ministro della giustizia Carlo Nordio è stato applicato il 41 bis a Massimiliano Del Vecchio, il narcotrafficante di Fondi di 43 anni catturato la scorsa estate a Barcellona dopo quasi due anni di latitanza. Per la prima volta un detenuto pontino viene sottoposto al carcere duro, il regime carcerario più rigido dell’ordinamento penitenziario, previsto per boss mafiosi, terroristi ed eversori, ovvero per impedire contatti con l’esterno a quei personaggi che rivestono un ruolo di primo piano nelle organizzazioni criminali più influenti.
La decisione è stata assunta in seguito alle valutazioni compiute dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale di Latina alla luce proprio del peso che Massimiliano Del Vecchio riveste nell’ambito della malavita in un vasto territorio che si estende ben oltre la città di Fondi. Del resto gli investigatori dell’Arma avevano indagato sui diversi sodalizi criminali che si erano contesi il predominio del Sudpontino, verificando come il gruppo capeggiato all’epoca da Massimiliano Del Vecchio, insieme al gemello Gianluca e con Johnny Lauretti, quest’ultimo nel frattempo diventato collaboratore di giustizia, avesse vissuto una preoccupante evoluzione criminale, tanto da assumere i connotati mafiosi. Imponendosi nel traffico di stupefacenti, esplosivi e armi, i fondani di Del Vecchio avevano rafforzato la loro presenta a Latina con un ruolo di primissimo piano, riuscendo poi a ramificare gli affari fino a Frosinone e in provincia di Roma.
La stessa fuga di Massimiliano Del Vecchio, irreperibile nel 2023 già un anno prima prima che venisse raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare emessa al culmine dell’indagine svolta dai Carabinieri, e dalla Polizia, per documentare le condotte illecite del suo gruppo criminale, non fa altro che evidenziare la portata dei suoi contatti in ambito internazionale. La sua latitanza dorata in Spagna, dove girava con una liquidità importante e persino orologi di pregio, potendosi permettere persino le cure odontoiatriche, non fa altro che confermare lo spessore di un uomo che ha saputo rilanciare il nome di Fondi nei contesti malavitosi più blasonati, candidadosi per raccogliere l’eredità criminale dei narcotrafficanti che lo hanno preceduto. Quindi dopo avere contribuito alla sua cattura a Barcellona, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno documentato la necessità di impedire che Massimiliano Del Vecchio potesse mantenere i contatti con l’esterno e hanno fornito, ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, gli strumenti per chiedere e ottenere, nei suoi confronti, l’applicazione del carcere duro da parte del Ministro della giustizia, notificato nelle scorse settimane mentre il narcors pontino si trovava ristretto nel carcere de L’Aquila, comunque in regime di alta sicurezza. L’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario prevede l’isolamento in celle singole, socialità limitata, un solo colloquio al mese con i familiari, controlli della corrispondenza e altre limitazioni.