«Le corruzioni sono articolate», è la descrizione del pubblico ministero Valentina Giammaria nella richiesta di arresti domiciliari nei confronti dei sei indagati ascoltati nei giorni scorsi dal giudice Barbara Cortegiano per l’interrogatorio preventivo. «Le indagini hanno mostrato un sostanziale clima di connivenza di molti altri appartenenti all’amministrazione comunale di Cisterna i quali non hanno preso le distanze dalle condotte contestate ma in qualche modo le hanno agevolate». E’ un altro rilevante passaggio riportato nelle carte dell’inchiesta messo in luce dagli inquirenti sulla scorta delle conversazioni raccolte dall’ascolto di centinaia di conversazioni.
Il magistrato inquirente sottolinea che le corruzioni sono state portate a termine nel periodo oggetto dell’indagine senza soluzione di continuità. «Hanno fatto mercimonio della loro funzione». Nelle indagini sono emersi contatti molto frenetici e plurimi tra Renio Monti e Domenico Monti e altri soggetti privati per la risoluzione di questioni amministrative. Nel capo di imputazione della presunta corruzione per l’ampliamento nell’azienda Califano Carrelli, anche sulla scorta di quanto è venuto alla luce dalle risultanze del consulente tecnico della Procura, gli investigatori hanno sottolineato che è stata perpetrata una corruzione. «Le indagini hanno mostrato come per entrambi gli episodi corruttivi gli indagati si sono avvalsi di modalità di ricezione del denaro, prezzo della corruzione, tramite emissione di fatture in merito a prestazioni non rese, sostanziandosi tali denari quali corrispettivo per atti contrari ai doveri di ufficio». I finanzieri annotano una data importante: è il 18 gennaio del 2023 quando il dirigente all’Urbanistica Luca De Vincenti avvisa l’architetto Eleonora Boccacci dell’avvenuta approvazione dell’aggiornamento delle linee guida finalizzato a soddisfare le esigenze della Califano Carrelli. «E’ passata la delibera».
In una intercettazione telefonica captata dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, il dirigente all’Urbanistica Luca De Vincenti assicurava che l’architetto Eleonora Boccacci aveva provveduto a redigere il progetto. «Abbiamo fatto pure il regalo de 25» è una delle frasi chiave. E’ una rilevanza chiara e particolare - hanno sottolineato gli investigatori - il regalo di 25 è riferito all’ampliamento massimo dell’area del 25% contestato nel capo di imputazione. L’obiettivo è quello di accordare alla Califano Carrelli un rilevamento ampliamento del sito industriale e consentire a Luca De Vincenti e al duo Monti di intascare una lauta parcella». L’indagine è nata da un esposto di cinque anni fa per fatti avvenuti tra il 2022 e il 2023. Sono stati ricostruiti grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali e all’utilizzo del trojan.