Cerca

Sabaudia

Diffamazione sui social, remissione della querela dell'ex sindaco Gervasi

Una donna era imputata, il caso si chiude. Le scuse e l'acquisto di dieci libri per la scuola Cencelli

Diffamazione sui social, remissione della querela dell'ex sindaco Gervasi

Giada Gervasi

Remissione di querela nell’udienza  dal Tribunale di Latina  Valentina Mongillo relativa ad un contenzioso legale avviato nel 2019 dall’avvocato Giada Gervasi, all’epoca sindaco di Sabaudia. La vicenda nasce a seguito di un post dal contenuto ritenuto lesivo della reputazione dell’allora prima cittadino in un momento di forte tensione per la comunità di Sabaudia:  il rinvenimento di una neurotossina in 13 plessi scolastici.  Al fine di garantire il diritto allo studio sia le istituzioni civili che militari che ecclesiastiche si erano mobilitate per ospitare i ragazzi in sedi alternative -  tra cui il Comune di Sabaudia -  pur di garantire il diritto allo studio. «Ho deciso di rimettere la querela a seguito delle scuse da parte di chi aveva scritto il post offensivo -   ha dichiarato l’avvocato Gervasi  - il mio scopo non è mai stato solo la tutela personale, ma la volontà di contrastare l’uso improprio dei social media, che troppo spesso degenera in cyberbullismo. Accettando questa definizione bonaria, spero di aver trasmesso un messaggio chiaro: l’utilizzo del digitale deve essere consapevole, oculato e, soprattutto, rispettoso».  In linea con il valore educativo dell’iniziativa, l’accordo ha previsto un gesto concreto a beneficio del territorio: la signora imputata per diffamazione aggravata  ha provveduto all’acquisto di materiale didattico  destinato alla biblioteca dell’Istituto Comprensivo Cencelli di Borgo Vodice.  «Con questa nota intendo porgere le mie scuse alla signora Giada Gervasi, già sindaca di Sabaudia, per le espressioni inopportunamente da me utilizzate nel commentare un post del 26 settembre del 2019 - ha detto -  la donna autrice del post - talvolta l’eccessivo coinvolgimento nelle vicende che riguardano i nostri figli può portarci ad assumere comportamenti e ad utilizzare espressioni che non rispecchiano il nostro reale pensiero, ma che possono ledere la sensibilità altrui». 

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione